Viaggiare con stile nelle località storiche dei casinò europei

Abbinare benessere e divertimento sembra una formula tipicamente attuale dei più comuni pacchetti vacanza, eppure l’industria del turismo, quando ancora era in fasce, aveva già unito questi due elementi. Un paio di secoli fa, infatti, spuntavano in Europa le prime località termali e balneari, in cui ai luoghi di relax e ai fastosi Grand Hotel veniva immancabilmente abbinato un casinò; un turismo parallelo a quello delle grandi città, come Londra, in cui non mancavano gli alberghi di lusso e i luoghi del divertimento. In un’atmosfera a metà strada tra Grand Budapest Hotel e Il Giocatore, queste località europee conservano ancora oggi il loro fascino ottocentesco, il ricordo di (non troppo) antichi splendori e la possibilità di recuperare ancora oggi un modo ricercato di fare turismo, tra benessere, divertimento e le storie che raccontano questi luoghi.

Da Bad Homburg a Baden-Baden

Iniziamo questo percorso dai Bäder, ossia i bagni termali tedeschi, località che conobbero una grande fortuna intorno alla metà dell’Ottocento e di cui i più famosi si trovano tra Bad Homburg e Baden-Baden. Il periodo d’oro di questi centri termali inizia nel 1837, quando in Francia fu disposta la chiusura di tutte le case da gioco, appoggiata tra gli altri anche da Balzac. Alcuni gestori di casinò francesi decisero quindi di emigrare nella vicina Renania (in Germania), dove aprirono sale da gioco in corrispondenza di sorgenti termali. Tra questi emigranti, i più famosi furono i fratelli François e Louis Blanc, imprenditori amanti del rischio che investirono in una sala da gioco di Bad Homburg, dove riuscirono ad attirare frotte di villeggianti grazie ad una lungimirante intuizione. In primo luogo puntarono tutto su un nuovo gioco dell’epoca, la roulette; a questa, decisero poi di togliere i due zeri, dando così maggiori probabilità di vittoria ai giocatori. La loro idea ebbe un enorme successo e nacque in questo modo la cosiddetta roulette europea, o roulette francese, in cui i numeri sono 37 e vanno dallo zero al 36, mentre nella versione precedente c’era anche il doppio zero.

Per certi aspetti Bad Homburg conserva ancora il suo antico fascino, con il suo parco termale, il casinò (che in Germania si chiamano Spielbank) in stile neoclassico, gli hotel di un tempo, oltre al fatto che potrebbe essere, almeno in parte, la città che ha ispirato la immaginaria Rulettenburg del “Il Giocatore” di Dostoevskij. Non mancano poi le attrazioni turistiche da visitare nei dintorni, tuttavia potrebbe deludere il viaggiatore alla ricerca delle atmosfere di un tempo essendo Bad Homburg ormai diventata una sorta di sobborgo di Francoforte, ma questa vicinanza è anche una opportunità: non mancano infatti le cose da fare e da vedere nella Manhattan sul Meno.

Per chi vuole invece rivivere le atmosfere dei tempi gloriosi del turismo termale e del gioco di metà Ottocento, è forse meglio scegliere Baden-Baden, rimasta una cittadina turistica, con le terme, il casinò, i parchi, il centro storico da visitare, circondata dal verde e dalla tranquillità.

Monte Carlo, il successo di un’invenzione


Il nostro viaggio attraverso l’Europa dei casinò prosegue idealmente a Monte Carlo, dove ha sede quello che è oggi il più noto casinò del vecchio continente. La città non ha bisogno di presentazioni, ma forse sorprende che la sua fama sia strettamente legata alla meno nota Bad Homburg. Proprio mentre i Bäder tedeschi erano al massimo della loro fama, infatti, re Carlo III Grimaldi si recò a Bad Homburg per chiedere a François Blanc di risollevare le sorti della sala da gioco del principato di Monaco. All’epoca non esisteva ancora il turismo balneare e i villeggianti preferivano di gran lunga le terme, per cui serviva un’idea geniale per non far chiudere il casinò.

Blanc accettò la sfida e inventò Monte Carlo: il colle su cui si trovano adesso gli alberghi principeschi, i viali, le ville e i giardini che fanno da cornice al casinò era infatti completamente disabitato e fu ribattezzato Monte Carlo. In pochi anni Monaco divenne una località esclusiva, mentre i Bäder imboccavano il viale del tramonto. Ancora oggi, visitando lo sperone roccioso i cui si trova la parte della città inventata da François Blanc, si possono intuire i fasti di un’epoca che non è ancora tramontata, visto che Monaco rimane la capitale europea del gioco e meta di elite.

Londra, dove gli ippodromi diventano casinò

Un viaggio tra i casinò europei non poteva non fare tappa a Londra, la vera capitale europea del gioco, con in suoi numerosi casinò. Tra questi, almeno uno affonda le sue radici nell’Ottocento, per la sua progettazione e costruzione. L’inaugurazione, invece, è avvenuta il 15 gennaio del 1900: per sole due settimane siamo nel Novecento, ma pur sempre nel XIX secolo. A cavallo tra i due secoli, è nato infatti a Londra l’Hippodrome, che oggi è un casinò, ma che nel corso di poco più un secolo anni ha cambiato molte volte destinazione, accogliendo ogni volta un diverso tipo di viaggiatore.

L’Hippodrome è stato infatti un circo, un teatro, una sala concerti e persino un nightclub e discoteca. Ha ospitato la prima inglese del Lago dei cigni di Tchaikovsky, vi sono passati Frank Sinatra, Houdini e Diana Ross, ma dal 2012 è il più grande casinò di Londra e del Regno Unito. Passando attraverso i suoi molteplici piani, si ripercorrono i suoi oltre cento anni di storia, ma ci si sente allo stesso tempo proiettati nel futuro. Soprattutto entrando nella sala da poker creata da PokerStars, la piattaforma di gaming online che ha all’interno dell’Hippodrome la sua sala di poker dal vivo. Una poker room attiva a Londra 24 ore su 24, dove mettere in gioco la propria abilità in un tavolo da poker e fare in questo modo una esperienza storicamente anglosassone, quella del gioco del poker. Un gioco che, tuttavia, ci proietta verso la Francia: pare infatti che il suo nome derivi dal termine francese poque, che significa “ingannare”.

Cabourg, alla ricerca di Proust

Il nostro viaggio non poteva quindi che terminare in Francia. Dove abbiamo scelto Cabourg, cittadina balneare sulla costa della Normandia, con gli immancabili Grand Hôtel e il casinò. Anche Cabourg, come altre mete di villeggiatura ottocentesche, nasce letteralmente dal nulla, questa volta per l’intuizione di un avvocato che investì nella realizzazione di un vera e propria cittadina turistica, progettata con una pianta semicircolare, con le strade che convergono tutte verso le piazza affacciata sul mare, in cui troneggia il Grand Hôtel. Divenne quindi presto una località frequentata dai francesi e tra questi il più famoso fu certamente Marcel Proust, che vi tornò più volte nel corso della sua vita e la rese immortale nella sua Recherche, dove diventa Balbec. Il primo casinò di Cabourg fu costruito nel 1854, ma poi ne fu realizzato un secondo nel 1909, più funzionale rispetto al precedente per le esigenze dell’epoca. L’edificio conserva lo stile belle epoque, che rimanda ad atmosfere di un passato glorioso.

Viaggiare in queste e altre località di villeggiatura ottocentesche, con il loro mitici casinò e Grand Hotel è insomma fare un vero e proprio tuffo in un passato glorioso, abbinando il benessere e il divertimento a una cultura e a delle storie di cui ancora si sente l’eco tra le vie di queste città. Storia e cultura che le più famose Las Vegas e Macao, pur opulente e risplendenti di luci, non potranno mai offrire a chi desidera riscoprire il fascino di uno stile tutto particolare di viaggiare e concedersi un periodo di villeggiatura.

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