Tumori al seno recidive: farmaco contro l’osteoporosi le cura

Tumori nuove cure

Tumori al seno: nuova possibiità di cura per le recidive. Lo studio, denominato Hoboe, ha coinvolto 1065 pazienti, quasi tutte di età inferiore ai 50 anni, seguite presso 16 centri italiani. La ricerca che nasce da una intuizione di Francesco Perrone, attualmente direttore direttore dell’Unità Sperimentazioni Cliniche del Pascale, è stata presentato al XX Congresso europeo di Oncologia.

Tumori al seno: recidive

I ricercatori hanno scoperto che un farmaco per l’osteoporosi, se associato al blocco della produzione degli estrogeni, comporta un aumento significativo della sopravvivenza libera da malattia in donne in pre-menopausa, malate di carcinoma alla mammella. Così ha spiegato Perrone:

“Il trattamento adiuvante con l’acido zoledronico più la terapia ormonale con letrozolo aumenta significativamente la sopravvivenza libera da malattia rispetto al tamoxifene, finora usato, in donne che al momento della diagnosi hanno ancora una normale attività mestruale. E proprio la combinazione dei due farmaci produce i risultati migliori in termini di efficacia, portando dal 15 per cento al 7 la percentuale di donne che a 5 anni dall’inizio della terapia hanno una recidiva della malattia”.

I risultati dovranno essere confermati nei prossimi anni di osservazione relativa alle donne che partecipano a questa sperimentazione, tuttavia Michelino de Laurentiis, direttore della Senologia del Pascale, spiega che:

“Se i risultati porteranno alle aspettative che ci auspichiamo Hoboe potrebbe rappresentare un ulteriore passo in avanti nell’ottimizzazione della terapia ormonale precauzionale delle donne giovani colpite da tumore alla mammella”.

Tumore seno: nuove prospettive di cura

Al congresso europeo di oncologia medica, che si sta svolgendo a Monaco, arrivano novità interessanti anche per il trattamento delle donne affette da cancro al seno triplo negativo in fase avanzata. Si definisce triplo negativo il tumore che non presenta nessuno dei bersagli oggetto delle cure attualmente più efficaci.

L’immunoterapia ha dato dei risultati importanti anche nel caso delle donne affette da questo tipo di tumore. Michelino De Laurentis, direttore Oncologia senologica dell’Istituto Nazionale Tumori “Fondazione Pascale” di Napoli, spiega che:

 “I tumori triplo negativi sono circa il 25% di quelli metastatici. Si stima quindi che ogni anno ci siano 2000 pazienti con questa diagnosi. Per loro, e soprattutto per il 40% delle pazienti che esprime il marcatore PD-L1, oggi sappiamo che esiste un’opzione efficace”

Dallo studio è emerso un aumento dei mesi vissuti senza malattia. Non solo, un vantaggio ancora maggiore ha riguardato la sopravvivenza globale nel gruppo di pazienti che esprimono il marcatore PD-L1. La ricerca è stata pubblicata sul New England Journal of Medicine.

Segui KontroKultura su Instagram, clicca QUI!