Graffi del gatto letali: anziana muore dissanguata

Graffi anziana morta

Graffi del gatto letali. Silvana Masotti, una donna di 88 anni, stando a quanto si apprende, sarebbe morta molto probabilmente per i graffi che le ha inferto il gatto di una vicina di casa. La notizia è stata riportata da Il Tirreno.

Anziana muore dissanguata a causa dei graffi del gatto

Stando sempre a quanto raccontato dal quotidiano Il Tirreno, un’amica dell’anziana si è trovata dinanzi a una scena da film horror. L’amica, vedendo la donna in cortile l’ha salutata, ma visto che non rispondeva si è insospettita. Avvicinatasi all’anziana, si è accorta che qualcosa non andava: sotto la sedia si era formata una pozza di sangue. A questo punto ha chiamato subito i soccorsi, ma purtroppo per la 88enne non c’è stato nulla da fare.

Graffi del gatto: perché l’anziana è deceduta

Si è scoperto che la donna assumeva dei farmaci anticoagulanti. Si sarebbe trattato insomma di una combinazione particolarmente sfortunata: la ferita alla gamba procuratole dal felino, impedendo la coagulazione del sangue, ha fatto sì che il liquido ematico fuoriuscisse fino a provocare il decesso della donna.

Il gatto apparterebbe all’inquilina, amica dell’anziana, che vive al piano terra dello stesso stabile. Non era la prima volta che l’amica le chiedeva di occuparsi temporaneamente del suo gatto quando usciva. Tutto il paese è sotto shock per la morte di Silvana, che era benvoluta da tutti.

Graffi dei gatti: perché possono essere pericolosi

Nella maggior parte dei casi il graffio di un gatto procura una ferita superficiale che guarisce da sola nel giro di pochi giorni. Tuttavia esiste una vera e propria malattia da “graffi da gatto”. Si tratta della bartonellosi, che si trasmette, oltre che con i graffi anche con morsi e perfino leccate. Passati 3-10 giorni dal graffio, nella zona compare una lesione simile alla puntura di un insetto.

La lesione primaria guarisce spontaneamente. Entro due settimane si manifesta però un sintomo molto importante: l’ingrossamento del linfonodo regionale al collo, all’inguine o delle ascelle. Altri sintomi a cui si accompagna non sono specifici: mal di gola, mal di testa, dolore alle articolazioni, febbre e senso generale di malessere. Nell’uomo l’infezione guarisce spontaneamente. L’utilizzo degli antibiotici è frequente sebbene sia controverso.

Il gatto viene infettato da una pulce infetta, che gli trasmette il batterio. Quest’ultimo si diffonde nel sangue dell’animale e può anche non dare sintomi. Il gatto però può contagiare l’uomo con graffi e morsi anche dati per gioco. La patologia in effetti colpisce maggiormente i bambini, che sono più portati a giocare con questi animali.

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