Pensioni, Quota 100 senza ritocchi: via dal lavoro già a 62 anni

Pensioni, Quota 100 senza ritocchi: via dal lavoro già a 62 anni
Pensioni, Quota 100 senza ritocchi: via dal lavoro già a 62 anni

Avanti con la Quota 100 senza ritocchi nella nuova manovra finanziaria. Dal 2019, coloro che vorranno, potranno andare in pensione fino a 5 anni prima del raggiungimento dei 67 anni di età. Questo, infatti, è il nuovo requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia. I due paletti rimangono invariati: 62 anni di età con 38 anni di contributi versati.

Come più volte ricordato, gli anni di contribuzione si confermano come requisito minimo indispensabile anche per chi sceglie di lasciare il lavoro ad un’età superiore ai 62 anni. Quindi la Quota 100 si configura come una pensione a quota: quota 101 con 63 anni di età e 38 anni di contributi; quota 102 con 64+38; Q 103 con 65+38; quota 104 con 66+38 fino ad arrivare a quota 107. Le ultime novità sulle pensioni segnalano che si potrà lasciare il lavoro senza penalizzazioni e senza alcun calcolo misto o integralmente contributivo.

Pensioni, con la Quota 100 grossi problemi per i dipendenti pubblici

Nelle ultime ore, Confintesa ha denunciato il caos per i dipendenti pubblici con l’integrazione della quota 100. Più di un milione di lavoratori italiani rischia di aver grossi problemi per andare in pensione. Per Confintesa, il problema risiederebbe nei disguidi burocratici vecchi di parecchi anni. Infatti, negli estratti contributivi dei dipendenti pubblici risultano dei ‘buchi’ nella contribuzione previdenziale.

Il guaio è che il sistema di trasmissione dei dati dei contributi versati regolarmente dai dipendenti pubblici è stato informatizzato solo dagli inizi dell’anno 2000 e i vari enti pubblici non hanno comunicato bene i dati all’ex Inpdap. La criticità riguarda: i dipendenti dei ministeri, le agenzie fiscali, i dipendenti della scuola, sanità, enti locali e gli enti pubblici non economici.