Barbara D’Urso furiosa perde le staffe in diretta: ‘Denunciatemi pure…

Barbara D’Urso non ha potuto evitare di dire la sua su uan cosa che l’ha sconvolta non poco. Le affermazioni relative alla discriminazione sessuale. Ecco come ah sbottato in diretta

Non è riuscita a stare in silenzio Barbara D’Urso. Lei certe cose da meridionale non le tollera proprio. Non tutti danno, infatti, che nonostante la conduttrice vive da anni tra Milano e Roma il suo cuore è di origini napoletane.

Barbara D’Urso sbotta in diretta

Nella puntata di “Pomeriggio 5” di ieri 8 novembre, Barbara D’Urso non ha potuto fare a meno di dire la sua su un argomento molto delicato: la difesa dei diritti della comunità LGBT.

La conduttrice partenopea ha raccontato la storia di un uomo che da anni è discriminato dalle persone che vivono nella sua zona per la sua omosessualità: l’uomo, infatti, è stato più volte minacciato. Barbara D’Urso, ha deciso di inviare una sua giornalista, Ilaria Dalle Palle, per verificare la veridicità di quanto raccontato in diretta dall’uomo. La maggior pare dei condomini si sono rifiutati di parlare con l’inviata e hanno chiamato anche la polizia per far spegnere le telecamere minacciando di denunciare il programma della conduttrice partenopea.

Il pensiero di Barbara sull’omofobia

Quando Barbara D’Urso ha ascoltato queste minacce non ha potuto fare a meno di trattenere la sua rabbia e ha pronunciato queste parole: “Denunciatemi pure”. Inoltre, la conduttrice ha affermato che l’omofobia è soltanto sintomo di ignoranza. Da sempre, conduttrice napoletana ha sempre sostenuto la comunità LGBT: qualche mese, nell’edizione scorsa del programma, la D’Urso ha ospitato un professore universitario che ha chiesto la mano al suo compagno.

I due convoleranno presto a nozze e molto probabilmente saranno presenti anche quelli della produzione per immortalare questo magico momento. I Due settimane fa, è stato ospite “Domenica Live” il cantante Marco Carta che ha fatto coming out in diretta e ha poi dichiarato:

Per me è una scelta di libertà: voglio liberare la mia anima, il mio corpo, ma anche il mio pugno, la mia scrittura, la mia musica. Io avevo paura un po’ di questa giornata, della chiave: è facile cadere nella banalità, la gente può dire “l’ha fatto dopo 10 anni”. Questo è il mio percorso: ora mi sentivo pronto e sicuro, perché non puoi più tornare indietro e ora non torno più indietro. È la mia vita. Sono davvero molto felice».

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