Al Bano e Romina, il figlio Yari la rivelazione choc: ‘Hanno provato a rapirlo…

Yari

Yari Carrisi non fa molto parlare di sé. Questa volta però un fatto grave preoccupa tanto i fan suoi e del suo famoso papà Al Bano. Il racconto è da brividi

Tempo fa, ospite a Domenica Live Yari Carrisi, figlio di Al Bano Carrisi e Romina Power ha parlato dei genitori,del suo rapporto con loro e con la sua famiglia, ma anche della sua infanzia ed ha rivelato di essere stato quasi rapito da piccolo, salvato poi per miracolo da un ”angelo”.

Yari Carrisi confessa di essere salvo per miracolo

Dopo aver partecipato, insieme alla sorella Cristel, ad una puntata di pomeriggio cinque per commentare il ritorno sul palco della celebre coppia Al Bano-Romina Power, Yari Carrisi, secondogenito della coppia, ritornò a canale 5, dalla napoletana Barbara D’Urso ma Domenica Live.

Durante una lunga intervista ai microfoni di Canale 5 Yari Carrisi rivelò alcuni sconcertanti particolari riguardanti la sua infanzia. Il figlio di Al Bano e Romina ha infatti rivelò di essere quasi stato rapito quando era poco più che un bambino, e di essere salvo solo grazie all’intervento di un misterioso ”angelo custode”, un uomo che, a conoscenza del tentativo di rapimento, avvertì i genitori riuscendo a prevenire e sventare il rapimento di Yari.

”Hanno tentato di rapirmi- confessa emozionato Yari a Barbara D’Urso- non avevo che 12 o 13 anni, ma un angelo custode mi ha salvato. A quel punto però i miei genitori hanno preferito mandarmi a studiare in Svizzera con mia sorella.”

Il trasferimento in Svizzera e la nuova vita

Come affermato dallo stesso Yari, una volta avvisati Al Bano e Romina decisero di adottare una soluzione radicale e organizzarono il trasferimento di Yari in Svizzera, insieme alla sorella Ylenia, poi tragicamente e misteriosamente scomparsa a  New Orleans nel 1994.

La decisione del trasferimento, sebbene drastica, fu però accettata bene dal ragazzo, che ammette di non aver mai cercato di dissuadere i genitori dall’allontanarlo da casa:

”I miei genitori non mi hanno mai trattato da bambino per fortuna. Ho saputo fin dall’inizio il rischio che stavo correndo e ho accettato ben volentieri il trasferimento in Svizzera, dove, tra l’altro, si è aperto un nuovo capitolo della mia vita. Ho conosciuto persone stupende e non posso lamentarmi. Anni dopo ho conosciuto la persona che mi ha salvato la vita, lo voglio ringraziare ancora oggi.”

Per fortuna adesso che è grande può decidere da sè della sua vita.

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