‘Fu lui a colpire per primo…’: Niccolò Bettarini, il figlio di Simona Ventura nei guai

Simona Ventura Niccolò Bettarini
La Ventura, il figlio nei guai per l'aggressione

Secondo uno dei testimoni, l’aggressione a Niccolò Bettarini avvenne in seguito ad una provocazione del figlio di Simona Ventura. Ma sarà davvero così? Ecco cosa si è appurato poche ore fa

Albano Jaker, imputato per tentato omicidio ai danni di Niccolò Bettarini, il figlio di Simona Ventura, è adesso lui a puntare il dito. A provocarlo e ad agire con violenza, sarebbe stato, secondo le sue parole, il figlio della presentatrice e dell’ex calciatore.

Niccolò Bettarini, la verità sull’aggressione

Sono state queste le parole che ingiuriano il figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini:

«È stato lui il primo a colpire, sferrando un pungo».

Albano Jakej, imputato per tentato omicidio, punta il dito contro la vittima Niccolò Bettarini, il figlio diciannovenne dell’ex calciatore Stefano e della conduttrice tv Simona Ventura. Come tutti ricorderanno, il ragazzo fu aggredito a coltellate, calci e pugni all’alba dello scorso 1 luglio davanti alla discoteca milanese Old Fashion.

In aula, il ragazzo si è mostrato fiducioso.

«Sono sicuro che il giudice saprà valutare bene tutto».

Uno dei due imputati, Davide Caddeo ha sostenuto di aver inferto solo due delle otto ferite, rileva:

«Non mi torna il racconto».

L’ultima udienza di Niccolò

Nella scorsa udienza, il pm Elio Ramondini ha proposto ben dieci anni di carcere per Davide Caddeo, accusato di aver sferrato tutte le otto coltellate che hanno ferito il giovane, Alessandro Ferzoco, Andi Arapi e Albano Jakej. Ovviamente, l’accusa è certa che  i quattro si erano «certamente» prefigurati che quel pestaggio e quei fendenti in «parti vitali» con una lama da venti centimetri:

«avrebbero comunque potuto produrre conseguenze mortali»

Tra l’altro, gli imputati – questo è un dato da tener conto- erano di numero superiore. Saranno ascoltati però anche tutti i testimoni di quell’episodio. Il giudice Guido Salvini però non sa ancora se è il caso di  citare testimoni per l’udienza del 17 dicembre e nel frattempo ha disposto una perizia medico legale per stabilire l’entità delle lesioni subite da Bettarini. La consulenza ha rivelato, inoltre, che il diciannovenne non ha rischiato la vita.

Davide Caddeo, accusato di aver sferrato le otto coltellate, poche ore ha precisato di averlo ferito due volte. Inoltre, l’imputato  ha raccontato di una rissa scoppiata tra il suo gruppo e un amico di Bettarini e proprio quando la tensione stava scendendo il diciannovenne l’avrebbe fatta salire di nuovo.

Jakej, ha anche accusato il Bettarini di aver iniziato a colpire per primo a colpire con un pugno, una versione condivisa anche dalle altre difese. Tra l’altro, in una intercettazione compromettente, il diciannovenne avrebbe ammesso:

«Si avvicina sto “albanollo” e mi dice “tu c’hai gli orecchini come i miei”, mi ha dato il buffettino in faccia, io gli ho dato un cartone».

Secondo gli imputati i veri aggressori non sono stati ancora trovati.