Clamoroso: in arrivo la bottiglietta che si può mangiare!

Bottiglietta che si può mangiare.
Nuova invenzione di tre designer: la bottiglietta che si può addirittura mangiare come un qualsiasi altro alimento.

Provate ad immaginarvi una banale bottiglietta, di quelle in vendita nei bar e contenenti acqua o altre bevande: niente di strano vero? Adesso provate ad immaginarvene una che si può mangiare…probabilmente il tutto vi risulterà leggermente più complicata, e dovrete fare uno sforzo di immaginazione notevole per concepire un qualcosa di simile.
Avete capito bene, non è uno scherzo: è l’idea lanciata da i tre designer Rodrigo Garcia Gonzalez, Pierre Paslier e Guillaume Couche e che potrebbe surclassare definitivamente la classica bottiglietta in Pet che tutti conosciamo. Tgcom 24 ci svela questa scoperta così curiosa, almeno quanto il suo nome, Ooho.

 

La bottiglietta che si può mangiare: di che cosa stiamo parlando?

Cerchiamo di fare un minimo di chiarezza e di spiegare meglio di che cosa stiamo parlando, visto che un’invenzione simile risulta senza dubbio di difficile immaginazione: la nuova bottiglietta dovrebbe avere una forma sferica ed essere composta essenzialmente di una membrana di alghe. Proprio questo materiale iniziale rende assolutamente possibile l’ingerimento della bottiglietta, una volta terminato il suo utilizzo, come se fosse un qualsiasi alimento, in alternativa allo smaltimento come qualsiasi altro rifiuto organico.
Per poter costruire un simile oggetto, i designer si sono ispirati alle uova, le quali contengono una particolare membrana che separa il tuorlo dall’albume; un’intuizione geniale che potrebbe effettivamente apportare miglioramenti significativi nel campo dell’ecologia e dell’ambiente, oltre ovviamente a quello tecnologico.

 

La bottiglietta che si può mangiare: passo dopo passo…

La bottiglietta in questione è stata progettata grazie alla “sferificazione”, una tecnica che chi si intende di cucina conosce molto bene e che serve per dare ai liquidi una forma sferica; grazie a questa tecnica è stato possibile racchiudere l’acqua in una doppia membrana, il cui strato più interno è composto essenzialmente da alghe.
L’unico problema, almeno per il momento, è il sapore sgradevole della bottiglietta, ma a questo i designer stanno lavorando con l’intenzione di migliorare il prodotto e diffonderlo tra il pubblico; sarebbe senza dubbio una delle invenzioni più stravaganti e curiosi degli ultimi decenni.

Per ulteriori delucidazioni e chiarimenti visitate anche il sito di Tgcom 24.

 

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