Omicidio Sarah Scazzi, Sabrina Misseri fuori dal carcere: ecco perchè

Sabrina Misseri

Sarah Scazzi continua a far parlare di sé. La ragazza uccisa ad Avetrana pare non riesca ad avere giustizia. La cugina potrebbe presto tornare in libertà

Sabrina Misseri potrà giovare di un consistente sconto di pena,ad emanare il provvedimento è stata la Corte di Sorveglianza di Taranto, che ha accolto il reclamo del legale della Misseri, Nicola Marseglia.

L’iniziale rifiuto del tribunale allo sconto di pena

Un omicidio quello di Sarah Scazzi che continua a far discutere. Sabrina Misseri, che è stata condannata dalla Corte d’appello all’ergastolo per l’omicidio della quindicenne Sarah Scazzi, potrà beneficiare di uno sconto di pena di oltre un anno e quattro mesi. La Corte di Sorveglianza ha infatti deciso di accogliere le istanze del legale della Misseri, dopo un iniziale rifiuto a concedere l’agevolazione.

Il rifiuto era giunto inizialmente in quanto, durante la sua permanenza in carcere, Sabrina Misseri non aveva tenuto una condotta esemplare ed inoltre si era sempre dichiarata innocente ed estranea ai fatti, anche dopo la condanna in appello. Per la mancanza di revisione critica e l’assenza di pentimento era dunque stata negata alla Misseri la possibilità dello sconto di pena.

Le argomentazioni di Marseglia e la nuova decisione

Il legale di Sabrina Misseri, Nicola Marseglia, non si è tuttavia arreso ed ha presentato reclamo alla Corte di Sorveglianza. Nel suo reclamo Marseglia ha messo in evidenza la partecipazione di Sabrina Misseri a vari progetti riabilitativi nell’ambito della sua permanenza in carcere, dove ha anche conseguito la licenza di scuola di secondo grado.
Per la Corte di Sorveglianza, presieduta dal giudice Massimo De Michele, le argomentazioni del legale sono state valide.

La Corte ha quindi deciso di accordare la scarcerazione anticipata, di 495 giorni, a Sabrina Misseri, adducendo come motivazione supplementare che il rifiuto di Misseri di ammettere la sua colpevolezza non poteva pregiudicarle la possibilità di ottenere uno sconto di pena legato alla buona condotta, come sancito dall’articolo 54 dell’ordinamento penitenziario.

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