Antonio Megalizzi: sognava la pace, ucciso in nome della guerra

Antonio Megalizzi: sognava la pace, ucciso in nome della guerra
Antonio Megalizzi: sognava la pace, ucciso in nome della guerra

Antonio Megalizzi (28 anni) era un ragazzo brillante con un futuro altrettanto roseo. Collaboratore di diverse realtà radiofoniche, a breve avrebbe coronato il suo sogno di divenire un giornalista pubblicista. Antonio era amato, dai suoi amici, dai suoi familiari, dalla sua ragazza, Luana. Un amore nato tra i due che sarebbe culminato forse in un matrimonio, con tanto di bambini che avrebbero ravvivato la già soddisfacente vita di questo ragazzo pieno di sogni e di iniziative.

Eppure non sarà così per Antonio Megalizzi, ucciso da micidiali colpi di un terrorista di nome Cherif Chekatt. Un attentato spregevole quello di Chekatt, che ha avuto come cornice il mercatino di Natale di Strasburgo, in Francia. Una vita distrutta in nome di un odio irrazionale, perverso, folle e malato.

Antonio Megalizzi: lo sfogo del padre Domenico

Antonio Megalizzi era un giovane e promettente speaker radiofonico nativo di Trento. Il ragazzo amava seguire e parlare degli aggiornamenti riguardo il contesto politico europeo. Un giovane dalle ‘mille idee e dai mille progetti’ come era solito descrivere sé stesso. Il padre di Antonio, Domenico, non riesce a darsi pace ed ha affermato:

‘Come si può ESSERE forti in un momento così? E’ durissima, non riesco nemmeno a parlare a causa del dolore’

Una domanda a cui non ha senso nemmeno rispondere. Un tormento così grande uccide spiritualmente chiunque e non ha soluzione di continuità. Del resto, quando un genitore muore si è orfani, nel caso di un coniuge si è vedovi, ma in caso della perdita di un figlio? Ci si può identificare in qualche modo in una simile tragedia?

Un attentato costato cinque vite

Antonio Megalizzi è stato colpito alla testa da un proiettile vagante, è stata una delle cinque vittime del terribile attentato dello scorso 11 Dicembre. Dopo tre giorni di coma, il suo cuore ha smesso di battere. Fin dall’inizio i medici erano pessimisti su una possibile salvezza del giovane, dichiarandolo fin da subito inoperabile. Lo stesso papà Domenico, mentre suo figlio era in ospedale a Strasburgo, aveva già perso del tutto le speranze.

Chi era Antonio?

Come abbiamo detto, Antonio Megalizzi era un ragazzo brillante, sia nello studio che nel lavoro. Una persona gentile, con i piedi per terra e benvoluta da tutti. Nato a Trento da una famiglia di origine calabrese, alla sua giovane età Antonio poteva già contare su due lauree e un master in diritto internazionale. Era speaker radiofonico per diverse stazioni radio e nel suo CVE poteva vantare anche una collaborazione con la Rai.

Antonio da molto tempo si dedicava ad un progetto internazionale chiamato Europhonica. Si tratta di una piattaforma radio web, in cui giovani cronisti universitari hanno la possibilità di commentare i recenti risvolti della politica europea. Antonio sognava un’Europa unita, senza muri, in cui tutti potessero vivere in pace e senza discriminazioni. La violenza di Chekatt ha portato via ad Antonio Megalizzi tutte le sue speranze, tutti i suoi sogni, tutto il suo futuro.

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