Cancro, scoperto un tumore su uno scheletro del ‘500

resti ossa necropoli
Resti ossa necropoli

I tumori possono considerarsi una malattia antica quanto l’uomo. Non possono ritenersi quindi una  patologia diffusa in epoca moderna, in quanto già nei tempi passati ci si ammalava. Prova ne è la scoperta dei resti di un uomo in Sicilia. Ma andiamo a considerare di cosa si tratta.

Cancro: una malattia antica

Gli scavi archeologici condotti nella necropoli di Fiumefreddo, in contrada Pianotta di Catalabiano, hanno permesso di studiare i resti di un individuo vissuto tra il 420 e il 540 d.c. Nella necropoli che risale al periodo tardo-imperiale, i ricercatori hanno individuato i resti di un uomo di età 35-40 anni. Analizzando il cranio, hanno scoperto una alterazione all’interno del seno frontale. L’analisi di questa alterazione con esami specifici, ha permesso, per la prima volta in paleopatologia, di accertare la presenza di un osteoma osteoide, che finora non era mai stato rilevato nei tempi antichi. Si tratta di un tumore benigno molto raro.

Le considerazioni degli esperti

Così ha spiegato Elena Varotto, bioarcheologa e antropologa forense (UniCT):

“L’analisi paleopatologica delle ricche collezioni bioarcheologiche siciliane darà un impulso fondamentale alla conoscenza delle malattie nel passato, spiegandone la loro evoluzione”

A farle eco, Francesco Maria Galassi, paleopatologo, che la rivista americana Forbes ha incluso nella lista degli studiosi under 30 più influenti in Europa: ”

“Si tratta di una scoperta eccezionale che arricchisce il corpus di nozioni paleo-oncologiche. A differenza di quanto si sente spesso ripetere, il cancro è una malattia antichissima e non il prodotto esclusivo della modernità”.

Sempre Galassi ha annunciato che si tratta solo dell’inizio di un progetto di largo respiro, il Sicily Paleopathology Project, che si propone l’ambizioso obiettivo di ricostruire l’evoluzione delle malattie che hanno afflitto l’isola nel corso dei secoli. Verrà utilizzato un approccio multi-disciplinare, che si avvale di contributi che provengono da fonti storico-artistiche  dalla preistoria all’epoca moderna, oltre che mummie e resti osteologici.