Giornalista televisiva muore per influenza e meningite: aveva solo 26 anni

Bre Payton giornalsita morta influenza suina

Bre Payton,una giornalista americana, è morta ad appena 26 anni a causa dell’influenza suina che sarebbe degenerata in meningite. Soltanto pochi giorni prima era stata in televisione.

Giornalista muore a 26 anni per influenza suina

Stando a quanto si apprende, la donna viveva a Washington, tuttavia si trovava a San Diego per lavoro. Inoltre collaborava con la rivista conservatrice ‘The Federalist’ e con FoxNews. Appena giovedì scorso, dopo aver registrato una trasmissione da mandare in onda su One America News Network, aveva chiesto ai suoi follower di Twitter di seguirla i tv.

Il giorno dopo però è accaduta l’irreparabile: una amica l’ha trovata priva di conoscenza. Inoltre a causa delle difficoltà respiratorie è stata ricoverata d’urgenza in ospedale. La giornalista è stata quindi ricoverata in terapia intensiva. Dopo essere stata sottoposta a tutti gli esami del caso, è arrivata la sconfortante diagnosi da parte dei medici: influenza degenerata in meningite.

Influenza suina: cos’è

All’Adnkronos Gianni Rezza, direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità, così si è espresso su questo caso di influenza suina:

“Non abbiamo tutti gli elementi necessari per valutare il caso della morte della giovane giornalista. Non sappiamo se avesse fattori di rischio, per esempio. Ma la morte di una ragazza di 26 anni, nel caso di una persona sana, per complicanze in un’influenza da H1N1 è sicuramente un evento eccezionale e raro”

Riguardo poi alle caratteristiche di questo virus e soprattutto ai rischi relativi per la salute umana, così si esprime Rezza:

“L’H1N1 è un virus noto. Il responsabile della pandemia 2009, la COSIDDETTA ‘suina’ Da allora è divenuto un normale virus stagionale: né più buono né più cattivo. Sappiamo che, a differenza di altri, in genere colpisce poco gli anziani. Colpisce di più i giovani, oltre che le persone con malattie predisponenti: obesi, persone con alcune patologie croniche, fumatori, donne in gravidanza. Ma si tratta anche di un patogeno che, in Italia, circola praticamente da 10 anni, assolutamente sotto controllo. Diverse persone l’hanno contratto nel tempo e quindi sono immuni. Molti, inoltre, si sono vaccinati e le formulazioni vaccinali sono attive contro questo patogeno”.

Insomma secondo l’esperto non ci sarebbe da preoccuparsi. Riguardo invece all’epidemia influenzale sottolinea che sembra andare a rilento e che in ogni caso il picco coincide col periodo natalizio. Soltanto col rientro dei bambini a scuola dopo le vacanze potrà quindi aversi un quadro più ampio circa l’andamento dell’epidemia influenzale di quest’anno.

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