Chiara Ferragni il gesto contro i bambini calabresi fa infuriare il web

Si mostra mezza nuda su Instragram, Chiara Ferragni senza vergogna

Chiara Ferragni è stata criticata sui social perché sembra essersi comportata da snob non concedendo foto o autografi ai fan calabresi

Chiara Ferragni insieme al suo make-up artist Manuele, si è recata in Calabria e ospite di Guerlain ha presentato il suo nuovo profumo. La fashion blogger però è al centro di una polemica perché, secondo alcuni fan, non ha prestato le giuste attenzione al numeroso pubblico che era accorso per incontrarla e soprattutto il trattamento riservato ai più piccoli.

Le critiche a Chiara Ferragni su Instagram

Poche ore fa, la moglie di Fedez ha raggiunto la Calabria e ospite di Guerlain ha presentato il suo nuovo profumo.

Numerosi sono i fan che sono giunti sul posto per una foto o un autografo con uno dei personaggi più amati e seguiti in Italia. Alcuni fan non hanno gradito l’atteggiamento da ‘snob’ di Chiare e glielo hanno fatto notare commentando una sua foto su Instagram. Un utente ha scritto:

“Devo dire che sei una vergogna. Eravamo in 20 persone, venti, e non hai avuto la decenza di farti una foto. Neanche con i più piccoli. Vorrei ricordarti che se hai questo lavoro, se sei a questi livelli e solo grazie ai tuoi fan che ti seguono. Oltre agli assistenti che cacciavano i bambini spingendoli… “

L’utente ha poi aggiunto:

“Vergogna, sei una vergogna. Non dovevi fare la foto con tutti ma con un minimo di umiltà nel salutare i tuoi fan che hanno atteso per ore sotto la pioggia per un tuo saluto. Vergogna. Preferisco non seguirti più, tanto hai followers più importanti dei calabresi”.

La replica di Chiara Ferragni

Chiara Ferragni ha risposto al duro attacco del fan sostenendo che c’erano troppe persone e per evitare che qualcuno si facesse male è andata via. La moglie di Fedez ha poi affermato che per lei è un dispiacere non aver potuto fare di più e che chiunque l’ha vista in giro sa che è disposta volentieri a concedere foto o un semplice saluto. Ma in Calabria c’erano troppe persone per cui era impossibile “accontentare tutti senza rischiare di creare il caos”.