Mario Biondo: la magistratura si concentra sul medico legale spagnolo

Mario Biondo: la magistratura si concentra sul medico legale spagnolo
Mario Biondo: la magistratura si concentra sul medico legale spagnolo

Svolta nel caso di Mario Biondo (30 anni al momento della morte) il cameraman italiano trovato senza vita nella sua abitazione a Madrid sei anni fa. Ricordiamo che il ragazzo era sposato con la celebrità spagnola Raquel Sanchez Silva (46).

Dal 2014 la donna intrattiene una nuova relazione sentimentale con il produttore cinematografico argentino Matias Dumont, da cui sono nati due gemelli. La conduttrice si era inspiegabilmente opposta al’apertura delle indagini riguardanti la morte di suo marito Mario, generando un comprensibile malcontento da parte della famiglia Biondo. Come anticipato nel paragrafo precedente, ci sono importanti aggiornamenti riguardo il triste caso di cronaca nera.

Mario Biondo: sarà indagato il medico legale che effettuò l’autopsia

Mario Biondo venne trovato impiccato all’interno della sua cara madrilena nel Maggio del 2013. Abbiamo parlato di svolta nel caso, ebbene: dopo tutti questi anni sarà finalmente indagato il medico legale che effettuò l’autopsia sul corpo del 30enne italiano.

Santina e Pippo, i genitori di Mario, hanno presentato un’istanza al Tribunale provinciale di Madrid che è infine stata accolta. I due coniugi hanno sempre preso le distanze dalla tesi del suicidio. Mario era infatti un ragazzo brillante, all’apice della carriera e felicemente sposato. Non aveva dunque alcun motivo apparente per farla finita.

La morte del cameraman

Mario Biondo viveva a Madrid assieme a sua moglie Raquel. L’uomo venne trovato impiccato all’interno del soggiorno con una pashmina alla libreria. Tuttavia erano molte le anomalie che saltavano all’occhio: strane contusioni, segni sul collo ed altri elementi che lasciavano riflettere e dubitare su quello che fosse accaduto apparentemente nell’abitazione del Biondo.

Eppure, il medico legale che aveva effettuato l’autopsia sul cadavere del cameraman affermò categoricamente che si era trattato di suicidio. Tale versione ottenne un’ulteriore conferma tramite un secondo esame svolto a Palermo. Sempre a Palermo venne poi svolta una terza autopsia. Ad ogni modo, il caso rimane ancora aperto e gli inquirenti portano avanti l’ipotesi di reato di omicidio volontario contro ignoti.