Dal Dna della super-salamandra potrebbe arrivare la cura di importanti patologie

Salamandra dna ricerca medica

La mappa completa del genoma della “super salamandra” potrebbe aprire prospettive di ricerca molto interssanti per la cura di alcune patologie umane. I ricercatori dell’Università del Kentucky sono risuciti a completare la mappa del Dna degli esemplari della specie salamandra Ambystoma mexicanum.

L’anfibio ha come habitat il lago di Xochimilco, vicino Città del Messico, anche se risulta quasi del tutto scomparsa in natura. Ma andiamo a considerare le ricadute che potrebbe avere sulla salute umana il sequenziamento completo del Dna di questo anfibio chiamato comunemente assolotto.

Mappatura del Dna della salamandra

Questo risultato potrà aprire nuovi scenari per la ricerca biomedica per quanto riguarda soprattutto la riparazione dei danni conseguenti a infarti, ictus e traumi del midollo spinale. In particolare così ha spiegato il ricercatore Randal Voss:

“E’ difficile trovare una parte del corpo che questo animale non possa rigenerare: le zampe, la coda, il midollo spinale, l’occhio, e in alcune specie le lenti, addirittura metà del cervello”.

Ed ancora:

“Ora che abbiamo accesso alle informazioni genetiche, possiamo davvero indagare la funzione dei geni dell’assolotto e capire come riescono a rigenerare parti del corpo. Se tutto procederà nella direzione giusta un giorno potremo tradurre queste informazioni in terapie per l’uomo, con potenziali applicazioni per le lesioni del midollo spinale, l’ictus, la riparazione delle articolazioni…non c’è davvero limite”.

In effetti la salamandra ha sempre esercitato un particolare fascino per la scienza medica. Basti pensare che già Lazzaro Spallanzani, il celebre gesuita e biologo, nel 700′ aveva effettuato esperimenti non solo sulle salamandre, ma anche ma anche su lumache, lombrichi e girini, scoprendo che potevano rigenerare alcune parti del loro corpo. Nel 1766 dà notizia di questa scoperta al naturalista Charles Bonnet.

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