Omicidio Marco Vannini: chi è il misterioso cognato di Ciontoli?

Omicidio Marco Vannini: chi è il misterioso cognato di Ciontoli?
Omicidio Marco Vannini: chi è il misterioso cognato di Ciontoli?

Molto probabilmente, quello di Marco Vannini (20 anni al momento della morte) è un caso che continuerà ad essere discusso ancora negli anni a venire. Una sentenza che ha lasciato indignato l’intero popolo italiano: Antonio Ciontoli (50) suocero di Marco, principale accusato per l’omicidio del ragazzo, si è visto ridurre drasticamente la condanna in Tribunale da 14 a soli 5 anni di carcere.

Se tale sentenza dovesse essere confermata, molto probabilmente il militare farà (male che vada) un solo anno in prigione, sempre ammesso che ci vada davvero… Un caso di cronaca nera che tuttavia lascia aperti ancora diversi enigmi. tra cui quello riguardante il cognato dello stesso Ciontoli.

Marco Vannini: il cognato di Antonio Ciontoli 

Fu a lui che Maria Pezzillo (moglie di Antonio Ciontoli) si rivolse subito dopo la morte di Marco Vannini per avere aiuto. Scopo della donna era chiedere un avvocato che potesse difendere lei e la sua famiglia dopo quanto accaduto. Un uomo chiave nella vicenda Vannini, considerato di grande importanza per i Ciontoli.

Lo stesso capofamiglia, Antonio, lo attese in caserma a Civitavecchia il giorno dopo il decesso del genero. Quest’individuo, di cui probabilmente si è parlato troppo poco nel corso degli anni, è residente a Caserta. Come leggiamo da alcune testate, sarebbe stato proprio lui a presentare ad Antonio e i suoi cari il legale Andrea Miroli. Del cognato di Ciontoli si è parlato anche nell’ultima puntata del noto programma televisivo Quarto Grado.

Il servizio di Quarto Grado

Durante il servizio di Quarto Grado riguardante il caso di Marco Vannini, si è parlato del cognato di Antonio Ciontoli, un personaggio fondamentale per comprendere la vicenda in maniera più approfondita. Con questo loro parente, Antonio e i suoi familiari si sono confidati e consigliati molteplici volte. Non dimentichiamo poi del risarcimento economico ai famigliari di Marco dopo quanto accaduto; uno dei tempi più ‘scottanti’ questo, su cui i Ciontoli e l’uomo hanno discusso più di una volta.

In un’intercettazione del 25 Maggio è possibile sentire Antonio dire al cognato che l’avvocato vorrebbe parlare con lui per illustrargli la soluzione che ha trovato. Lo stesso cognato dice ai suoi cari che è meglio parlare di persona e non telefonicamente. Forse proprio per non cadere in fastidiose intercettazioni.

Le intercettazioni di Martina

Le intercettazioni riguardanti Martina Ciontoli sono molto interessanti, in quanto avrebbero il potere di modificare significativamente la sentenza in Cassazione. La fidanzata di Marco la si sente parlare all’interno della caserma di Civitavecchia. Nel contempo, la giovane mima lo sparo avvenuto ai danni del Vannini. La ragazza parla anche dell’ogiva andatasi a creare nel corpo di Marco a causa del proiettile.

Nonostante tutto, tale racconto viene del tutto smentito poco dopo dalla ragazza nel corso dell’interrogatorio col pm D’Amore. Martina si giustifica dicendo di aver rammentato solo ciò che suo padre Antonio gli aveva detto precedentemente riguardo le dinamiche del ferimento di Marco.

Riguardo le affermazioni sull’ogiva presente nel corpo di Marco, la giovane si giustifica dicendo di averne sentito parlare dal maresciallo Izzo, comandante del Carabinieri della stazione di Ladispoli. Ciò è stato però negato dallo stesso maresciallo nel corso della sua testimonianza in Tribunale, precisando di non aver mai fornito alcuna spiegazione e/o confidenza alla Ciontoli su un qualcosa che lui stesso avrebbe ignorato.