I dolcificanti ci fanno ingrassare.

Una nuova ricerca che è stata appena pubblicata sulla versione online di Nature segnala l’effetto negativo sul metabolismo, prodotto da dolcificanti a base di aspartame, saccarina e sucralosio. Lo studio condotto presso il Dipartimento di Immunologia del Weizmann Institute of Science di Rehovot, in Israele, dal dott. Jotham Suez afferma che i dolcificanti porterebbero ad alterazioni metaboliche tali da indurre un aumento dei livelli di glicemia. Bisogna dire che questo possa a lungo andare, può portare allo sviluppo del diabete di tipo 2, senza contare gli effetti cancerogeni di alcuni dolcificanti.

Un cucchiaino di zucchero ha pressapoco 20 calorie mentre una pasticca di dolcificante che ne fa le veci si ferma circa 13. I dolcificanti sono molto diffusi perchè consentono di rendere dolci le bevande, riducendo però le calorie assunte.

La ricerca è partita sul modello animale. Si sono serviti di due gruppi di topi, uno di controllo ed uno che ha ingerito i dolcificanti. In quest’ultimi si ha avuto una modifica sostanziale della flora batterica intestinale.  Si è decisa d’impiantare il microbiota intestinale dai topi con la glicemia alta a quelli sani. Il risultato? Questi roditori sani hanno visto un innalzamento dei livelli.

Si è poi passato allo studio della flora batterica di 400 umani, confermando i risultati già avuti.  Per un’ulteriore conferma, si sono scelti 7 volontari che che non consumavano dolcificanti, spingendo ad utilizzarli per una settimana intera. Soltanto in 4 giorni, la metà di loro mostrava livelli elevati di glicemia e una composizione alterata della popolazione batterica intestinale.

Un’altra ricerca sullo stesso argomento è stata svolta dalla dottoressa Susan Swithers della Purdue University pubblicata sulla rivista Trends in Endocrinology & Metabolism. Lo studio si focalizz sulle diete ipocalorica. Si è accertato che i dolcificanti non darebbero alcun aiuto, a coloro che cercano di dimagrire, al contrario aumenterebbero le probabilità di insorgenza di alcune gravi malattie come la sindrome metabolica, il diabete e le patologie cardiovascolari. La dottoressa spiega che “dati recenti sia su esseri umani che su animali hanno in realtà fornito scarso supporto, per esempio, all’idea comune che le bibite dolcificate artificialmente promuovano la perdita di peso e prevengano le conseguenze negative sulla salute tipiche delle bibite zuccherate . Anzi un certo numero di studi suggerisce il contrario e cioè che le persone che consumano regolarmente bibite dolcificate artificialmente hanno un rischio più elevato rispetto a chi non le consuma, un rischio dello stesso ordine di grandezza di quello associato al consumo di bibite normalmente zuccherate”.

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