Radiologia a rischio sovradiagnosi. Sicilia in controtendenza

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«In Italia si eseguono ogni anno più di cento milioni di esami radiologici. Siamo uno dei Paesi con il più alto numero di esami per abitante, insieme alla Grecia: di questi, secondo nostre ricerche, almeno il 40% dovrebbe essere evitato, dando origine al fenomeno della sovradiagnosi, di cui oggi molto si parla». Commenta così Corrado Bibbolino, segretario Nazionale Fassid Snr (Sindacato nazionale area radiologica), l’attuale situazione della radiologia in Italia, a poche ore dall’inizio del Consiglio nazionale Snr che si svolgerà a Siracusa oggi (18 settembre) e domani (venerdì 19) presso il Salone degli Stemmi della Provincia Regionale di Siracusa (via Roma 31, Ortigia), con la partecipazione di medici nucleari, radiologi, radioterapisti, fisici provenienti da tutte le regioni d’Italia.
L’obiettivo è condividere posizioni comuni su tematiche che oggi sono al centro di dibattito nei tavoli regionali, quali la tele-radiologia, la radioprotezione e il precariato dei giovani medici: la crescente domanda di prestazioni comporta un aumento dei tempi di erogazione, con la conseguente difficoltà del paziente che si rivolge alle strutture pubbliche.
«In altre parole, serve più appropriatezza – spiega il segretario regionale Fassid Snr Sicilia Giuseppe Capodieci – una giusta diagnosi ed esami più adeguati razionalizzerebbero le risorse, eviterebbero il superfluo e ridurrebbero i tempi di attesa, recando vantaggi sia dei medici che dei pazienti».
«In controtendenza la Sicilia, come la Svizzera e altri paesi dell’Europa, si è dotata recentemente di una legislazione che punta sulla qualità invece della quantità – continua Bibbolino – anche grazie a questo continua a crescere la diversa e migliore qualità della Radiologia siciliana, già così tradizionalmente importante in Italia, e per  sottolineare questo abbiamo voluto celebrare a Siracusa il nostro Consiglio nazionale».
La due giorni sarà, infatti, l’occasione per accendere i riflettori sul modello virtuoso regionale, Sicilia, sulla strada fin qui percorsa e sulle attuali difficoltà da superare, prima tra tutti il precariato e l’incremento delle dotazioni organiche. «Oggi la Sicilia ha un modernissimo parco tecnologico, ma risorse umane non adeguate al numero di apparecchiature e al volume di prestazioni erogabili – sottolinea Capodieci – in compenso il recente decreto sull’appropriatezza delle prestazioni, quella in fase di emanazione sulla rete regionale di radiologia interventistica e la bozza di lavoro sull’organizzazione dipartimentale, sono il frutto di una proficua e concreta collaborazione tra Istituzioni, Società Scientifiche e Sindacato».

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