Fausto Brizzi rompe il silenzio: “In tanti mi hanno voltato le spalle, ma…”

Fausto Brizzi

L’assoluzione dalle accuse ha chiuso per Fausto Brizzi un calvario, che appariva interminabile. Una serie di servizi firmati Le Iene avevano portato a galla un lato mai prima esplorato. Centinaia di ragazze avevano accusato Brizzi per aver commesso abusi e violenza su di loro in finti casting.

In sua difesa il cineasta romano asseriva a più ripresa di non aver mai avuto rapporti non consenzienti. All’inizio il suo nome rimaneva ignoto e quando venne a galla tanti colleghi e attori espressero stupore. E presero le sue parti. Dopo essersi barricato dietro a un lungo silenzio Fausto Brizzi si racconta.

Fausto Brizzi rompe il silenzio

Contesto scelto per prendere parola sui fatti accaduti, Verissimo, nella puntata che andrà in onda sabato 23 febbraio. Nell’intervista tv con Silvia Toffanin asserisce che è stato un anno complicato. A dispetto del notevole clamore mediatico, ce l’ha comunque fatta a completare Modalità aereo, il suo ultimo film. Con questa pellicola – spiega Fausto Brizzi – voleva trovare l’umore giusto e realizzare un film divertente. Come spalla ha trovato Paolo Ruffini, co-autore di soggetto e sceneggiatura, oltre che attore protagonista. Il film ha sortito in Fausto Brizzi un effetto terapeutico.

Non appena Ruffini gliel’ha portato ha capito che avrebbe avuto pure questa funzione: rispondeva in modo pop a tutto quanto gli stava accadendo in quel momento. E il lavoro si è rivelato una cura.

Paolo Ruffini, un vero amico

Ma non solo. A sostenere il regista anche e soprattutto gli amici. La vera terapia – racconta Fausto Brizzi – è stata circondarsi di persone che gli volessero bene. Ciò gli ha consentito di “scremare” la rubrica telefonica. All’improvviso ha capito chi erano le persone superflue e quelle fondamentali. È stato un periodo un po’ rocambolesco, dove sfuggiva ai giornalisti e in cui parecchie persone, che considerava semplici conoscenti, gli affidavano le chiavi di casa loro per emergenze.

Si muoveva con le chiavi di una quindicina di abitazioni sparse in tutta Italia anche perché i suoi amici lo volevano vedere in casa. Paolo Ruffini incluso: il comico, legato a Fausto Brizzi da un’amicizia di lunga data, ha recitato come protagonista nella sua ultima pellicola. Lo scorso anno ha realizzato un documentario sulla Resilienza, che Fausto Brizzi sente di avere imparato in questo. Significa far sì che un evento negativo possa trasformarsi in positivo. Non bisogna lasciarsi abbattere davanti a difficoltà apparentemente insormontabili perché le si possono fronteggiare, aggirare e far diventare  qualcosa di buono.

Il percorso è però molto complicato e il documento di Ruffini si sofferma proprio sugli ostacolo. Lui è stato una delle persone che gli è stato più vicino nell’ultimo periodo, con la madre, Claudia, gli amici e la bambina di 3 anni.

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