Ermal Meta: svela cosa successe dopo lo sbarco in Italia

Ermal Meta

Durante la puntata di Domenica In trasmessa domenica 24 febbraio, la padrone di casa Mara Venier ha intervistato per la prima volta Ermal Meta. Una prima assoluta: i due non si erano mai incontrati prima d’ora e, per la gioia della conduttrice, hanno dato il là a un’intervista molto molto interessante, in cui il cantautore parla di sé senza ricorrere a filtri.

Dopo il vincitore del Festival di Sanremo 2019 Mahmood, che ha portato sul palco per ben due volte in diretta il brano Soldi e parlato del padre egiziano, l’artista di origini albanesi si è soffermato sui suoi primi anni della sua carriera e sul suo arrivo in Italia, quand’era bambino.

Ermal Meta: il duetto col piccolo Giuseppe e lo sbarco in Italia

Nel corso dell’intervista rilasciata a Mara Venier durante Domenica In il talentuoso Ermal Meta riporta alla mente l’esibizione con Giuseppe, un bambino di 8 anni insieme al quale ha duettato sulle note di Non mi avete fatto niente, il brano che, portato all’Ariston in coppia con Fabrizio Moro, gli è valso un memorabile trionfo nella scorsa edizione di Sanremo.

Quella interpretazione è stata immortalata attraverso un video, poi caricato sul web dov’è diventato in breve tempo virale. Ermal Meta ricorda ancora perfettamente quel bambino davanti a lui mentre suonava la loro canzone. Lì per lì non riusciva a realizzare, sostiene. Per il programma pomeridiano in onda domenica pomeriggio uno sfoggio della sua maestria, come cantante ma anche come chitarrista. Successivamente parla del passato vissuto, in particolar modo quando dall’Albania, sua terra d’origine, emigrò in Italia, sbarcando a Bari.

Ermal Meta in versione piccolo soldato

Mentre parla di bambini, Ermal Meta svela che sin da piccolissimo nutriva una passione viscerale per tutto ciò che ruotava intorno alla musica. Sentiva un profondo richiamo e così è tuttora, in una carriera che non smette di riservagli tante gioie. Estro mischiato però con tanta applicazione. La sua serietà è stata una delle chiavi di volta per arrivare alla consacrazione definitiva come artista.

E in merito all’impegno ricorda benissimo come sin da piccolo fosse una sorta di soldato: si dava dei compiti da solo. Questo se lo imponeva perché era già conscio che per percorrere la carriera come musicista, per coltivare la sua enorme passione, si sarebbero reso necessari un buon allenamento e una buona dose di pazienza. Ed eccolo quindi prendere parola sul momento in cui arrivò in Italia, un Paese totalmente nuovo per lui.

Ermal Meta svela di non aver subito alcuna discriminazione. Al contrario si è integrato con grande facilità, in quanto i bambini non fanno distinzioni di nazionalità. I bambini – evidenzia – non conoscono i confini che delimitano gli adulti.

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