Cannabis terapeutica, firmato accordo Lorenzin-Pinotti per la produzione nazionale

Cannabis terapeutica. Firmato l'accordo di collaborazione fra i ministri Lorenzin e Pinotti.

Accordo Lorenzin-Pinotti. Si torna a parlare di cannabis terapeutica dopo la firma dell’accordo di collaborazione tra i ministri della Salute e della Difesa, Beatrice Lorenzin e Roberta Pinotti, avvenuta il 18 settembre. Entro il 2015, gli italiani colpiti da malattie neurodegenerative e che hanno bisogno di una terapia del dolore potranno usufruire di farmaci derivati dalla cannabis prodotti in Italia con una notevole riduzione dei tempi e soprattutto dei costi (il costo dei prodotti importati dall’estero, stando alle parole del ministro Lorenzin, è di circa 15 euro al grammo). Ovviamente sarà obbligatorio presentarsi in farmacia con una ricetta medica non ripetibile, da rinnovare, cioè, di volta in volta.

No all’autocoltivazione. La produzione di cannabis terapeutica non costituisce “il primo passo per permettere l’autocoltivazione da parte dei malati”, ha sottolineato il ministro Lorenzin. Ed è proprio per garantire la sicurezza e la tracciabilità, e verificare l’utilizzo di questi farmaci che produzione e distribuzione sono state affidate al ministero della Difesa – più precisamente allo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze (vedi anche Via libera alla cannabis di Stato, sarà creata dall’Esercito) –.

A cosa serve la cannabis terapeutica? La cannabis si è rivelata molto efficace contro il dolore, la spasticità ed i disturbi del movimento: infatti fino ad ora esiste in Italia un solo farmaco a base di estratti di cannabis sativa, indicato come trattamento per alleviare i sintomi in pazienti affetti da spasticità dovuta alla sclerosi multipla. L’accordo Lorenzin-Pinotti fa riferimento anche ad altri disturbi e malattie: depressione, emicrania, epilessia, stress-post traumatico, ictus, artrite reumatoide, asma bronchiale sindrome di Tourette, sindrome bipolare, morbo di Alzheimer ed Aids.

Entro la fine di ottobre, per la realizzazione del Progetto Pilota, sarà formato un gruppo di lavoro con lo scopo di definire il fabbisogno rispetto alle malattie da trattare, ma anche eventuali precauzioni, effetti collaterali e le tariffe dei nuovi prodotti.

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