FireChat, l’app che funziona anche senza Internet

FireChat sfrutta il Multipeer Connectivity Framework, capace di creare una serie di nodi tra i dispositivi. Il messaggio viaggia di smartphone in smartphone, attraverso una “rete a maglia” (mesh network).

Ancora una volta la tecnologia corre in aiuto dei manifestanti. Se i social network come FaceBook e Twitter hanno contribuito a dare concretezza alla cosiddetta Primavera araba, oggi è uno strumento di messaggistica istantanea (ed anonima) a favorire l’organizzazione dei manifestanti cinesi: FireChat. Secondo quanto riportato dal South China Morning, FireChat, con centomila download in ventiquattro ore e migliaia di utenti collegati contemporaneamente, è l’applicazione più scaricata ad Hong Kong in questi giorni.

Cos’è FireChat? L’app, sviluppata a San Francisco dalla Open Garden, permette – come il più noto WhatsApp – di comunicare con una o più persone (attraverso la creazione di chat di gruppo) e di condividere con i propri contatti file audio e video. La differenza sostanziale è che FireChat funziona anche senza copertura mobile e senza connessione Internet, rappresentando così uno strumento fondamentale per i manifestanti cinesi, che, almeno per ora, non devono preoccuparsi di un’eventuale disattivazione della rete da parte del governo. Anche se questo dovesse accadere, infatti, potranno continuare a comunicare, organizzarsi e far arrivare le notizie della protesta anche all’estero.

“Prima di andare davanti alla sede del governo, andate sull’App Store e scaricate FireChat”, scrive su FaceBook il diciassettenne Joshua Wong, uno dei leader della protesta.

Manifestanti e cellulari accesi, durante la protesta davanti alla sede del Consiglio Legislativo di Hong Kong.
Manifestanti e cellulari accesi durante la protesta davanti alla sede del Consiglio Legislativo di Hong Kong.

Come funziona FireChat? FireChat sfrutta il Multipeer Connectivity Framework, un sistema introdotto dalla Apple con iOS7 ma da giugno disponibile anche per Android, capace di creare una serie di nodi tra i dispositivi tramite il supporto di Bluetooth o Wi-Fi. Il messaggio viaggia, cioè, di smartphone in smartphone, attraverso una “rete a maglia” (mesh network) e coprendo anche distanze di chilometri a seconda dei dispositivi disponibili (il raggio base di azione è 70 metri). Tutti gli utenti fungono da server, senza il rischio di essere disattivati, per cui più sono numerosi più la rete si espande. La tecnologia di base – il Bluetooth – non sarà delle più recenti, ma l’app ha tutte le carte in regola per riscuotere un grande successo oltre le piazze di Hong Kong.

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