Marco Vannini: è stato Federico Ciontoli a sparare? Ecco cosa hanno scoperto ‘Le Iene’

Caso Marco Vannini, lo scoop di Giulio Golia

Giulio Golia impegnato h24 sul caso Vannini, 2 mesi di indagini per riportare alla ribalta quello che è conosciuto come il caso Vannini, dove il povero Marco trovò la morte in circostanze assurde. Ricordiamo che nel secondo grado di giudizio il tribunale ha abbassato le condanne. Solo 5 anni per un omicidio assurdo, come assurda è tutta questa storia.

Per il momento l’unico a pagare per questa tragica morte è solamente Antonio Ciontoli, che ha in primis ricevuto una condanna a 5 anni, stando a lui avrebbe sparato accidentalmente, per scherzo. Ora lo stesso imputato richiede una riduzione di pena che se concessa potrebbe arrivare a soli 3 anni se non meno.

Il nuovo super testimone: ‘Non è stato Antonio a sparare, ma il figlio Federico’

Giulio Golia ha scovato un nuovo super testimone, un uomo che si dice provato per aver taciuto fino ad oggi, ma ha trovato il coraggio per metterci la faccia. Secondo quanto raccontato dal super teste, Ciontoli Antonio non avrebbe sparato a Marco. Ad impugnare l’arma e sparare contro il giovane Marco Vannini, appena ventenne, sarebbe stato Federico.

Da quella tragica sera i coniugi Vannini chiedono giustizia e verità, chiedono che la famiglia Cionfoli si faccia avanti facendo chiarezza su quanto accaduto. Papà Valerio e mamma Marina sono sicuri che molte cose sono state nascoste, che le indagini non si siano svolte come si deve. Ora il nuovo super testimone potrebbe portare luce su questo oscuro caso.

Il super teste ha messo di mezzo un carabiniere e sicuramente si assume in prima persona le responsabilità di quanto dichiarato alle telecamere de Le Iene. Il signor Vannicola ha dichiarato alla nota trasmissione di Italia Uno che l’ex comandante dei Carabinieri Rizzo, avrebbe ricevuto una prima telefonata dal Ciontoli, telefonata tenuta nascosta. Il militare si sarebbe confidato con il testimone, preso dal rimorso, lasciando intendere che avrebbe praticamente depistato le indagini.

«Amico mio, forse ho fatto una cazzata, che forse a livello di coscienza non si può recuperare perché è morto un ragazzo. È una cosa che mi porterò dentro tutta la vita»

Il super Testimone Vannicola si è portato con se per ben 4 anni questa triste verità, un macigno che gravava sulla sua coscienza, ma avrebbe capito che era giunto il momento di parlare e far luce su questa triste vicenda.

Il militare nega tutto

Giulio una volta raccolta la testimonianza del super testimone, ha raggiunto il militare, il quale ha negato tutto. Ha quindi raccontato la sua versione dei fatti, versione che lascia ulteriori dubbi sullo svolgimento delle indagini. Ancora oggi non si capisce perché l’abitazione non è stata messa sotto sequestro, proprio per avere prove attendibili su come si son svolti i fatti in quella casa.

È comunque fondamentale precisare che al momento, a seguito del secondo grado di giudizio, per la legge Italiana a sparare è stato Antonio Ciontoli, già condannato in due gradi di giudizio. Qui li link al servizio di Giulio Golia.