“La scuola è un diritto di tutti i bambini”: Lo dice il Premio Nobel per la Pace 2014

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Un problema mondiale fortemente sentito ancora oggi, nel terzo millennio, è la tutela del diritto allo studio per tanti bambini.
Accade infatti che in paesi come India e Pakistan (ma non solo in questi Stati), la scuola non sia vista come un diritto per i fanciulli che molto spesso vengono tolti da scuola senza nemmeno aver completato un percorso di studi di livello elementare. Oppure parliamo delle fanciulle, a cui l’istruzione è completamente preclusa.
Secondo l’UNESCO, il diritto all’istruzione è uno dei diritti fondamentali della persona. Esso viene sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e reso giuridicamente vincolante dal Patto sui diritti economici sociali e culturali realizzato dall’ONU nel 1998, di cui quattro sono gli elementi che ne definiscono il contenuto fondamentale:
1. A nessuno può essere negato il diritto all’istruzione; tutti hanno uguale diritto a ricevere “almeno” un’istruzione di base (quella elementare) in una qualche forma, che va garantita anche per gli adulti.
2. L’istruzione elementare deve essere gratuita e obbligatoria.
3. Nessuno può escludere un bambino o una bambina dall’istruzione elementare.
4. Lo stato è obbligato legalmente e moralmente a tutelare questo diritto dalle intromissioni di terzi.
In questi giorni è giunta la notizia dell’assegnazione del Premio Nobel per la Pace a una giovanissima Pakistana di soli 17 anni, Malala Yousafzai, che ha dato voce ai bambini, cioè a coloro che non vengono ascoltati nei loro paesi, ma che ora hanno qualcuno che ha fatto sentire la loro voce al mondo.
Bestia nera dei Talebani, i quali hanno attentato più volte alla sua vita per l’impegno profuso a sostegno dell’educazione per le fanciulle, Malala Yousafzai, a soli 17 anni, ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace, insieme a Kailash Satyarthi, attivista indiana per i diritti dei bambini.
Queste due grandi donne si sono distinte per la loro lotta contro l’oppressione di tutti i bambini e delle fanciulle, ma anche per la tutela dei minori ad avere un’istruzione.
Il presidente del comitato per il Nobel, il norvegese Thorbjoern Jagland, nel annunciare l’assegnazione del Nobel per Malala, ha dichiarato che tutti i bambini devono andare a scuola e non dovrebbero invece essere “finanziariamente indipendenti”.
Durante una conferenza tenutasi a Birmingham, in Inghilterra, Malala si è dichiarata fiera di essere diventata la prima Pakistana e giovane donna a ricevere il Nobel per la Pace, il Premio Nobel per la Pace 2014. Un premio che dedica a tutti i bambini “che non hanno voce e che, invece, andrebbero ascoltati ”.
Durante il suo intervento, Malala ha elegantemente invitato i due Primi Ministri, quello Pakistano e quello Indiano, Narendra Modi e Nawaz Sharif, ad assistere alla consegna del Premio Nobel per la Pace in programma il 10 dicembre.
Questa giovane donna è un esempio di come anche le persone più semplici hanno la possibilità di fare grandi cose. Non è necessario vincere un Nobel, l’importante è capire che tutti abbiamo il dovere morale di tutelare i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, di crescere come cittadini liberi, e la libertà di ogni uno di noi passa attraverso l’istruzione. Tutti abbiamo il diritto ad imparare sempre durante tutta la nostra vita, ma dobbiamo anche tutelare la scuola e dare importanza all’istruzione dei ragazzi e dei bambini (maschi e femmine), perché l’umanità sia sempre più libera dalle catene di ideologie e politiche oppressive.

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