Ebola: la nuova peste?

virus Ebola
Ebola virus

L’OMS lancia l’allarme: oltre 7000 casi e 3000 decessi per quella che potrebbe assumere le dimensioni della catastrofe del “male nero” del basso Medioevo. Al contrario di quanto creda la gente comune, l’Ebola non è nata “adesso”. I primi focolai sono sorti nel 1976, uno nella Repubblica Democratica del Congo, nei pressi del fiume Ebola (da cui il nome del virus), l’altro in Sudan. Il contagio è iniziato probabilmente a causa del contatto con “pipistrelli della frutta”, appartenenti alla famiglia delle Pteropodidae, l’unica del sottordine dei Megachirotteri. Si ritiene che il virus, passando dai pipistrelli agli scimpanzé e  ad altri animali della foresta,  sia giunto fino all’uomo attraverso il consumo del blush-meat.

L’Ebola si trasmette attraverso il contatto ematico, tramite tessuti e fluidi corporei di animali infetti e rapporti sessuali. A guarigione avvenuta, gli uomini possono trasmettere il virus attraverso lo sperma fino a sette settimane dopo, perciò si consiglia di astenersi dai rapporti fino a tale periodo per evitare il contagio. Le persone più a rischio sono gli operatori sanitari, gli infermieri, i medici, i familiari e gli amici degli individui colpiti o deceduti; infine i cacciatori della foresta pluviale africana, che vengano a contatto con animali infetti.

Particolare di una mano di un individuo colpito dall’Ebola

I sintomi tipici della malattia sono febbre, mal di testa, debolezza muscolare, vomito, diarrea, esantema, dolori addominali ed emorragie. Dagli esami di laboratorio, invece, emerge un abbassamento del numero dei globuli bianchi e delle piastrine e aumento degli enzimi epatici. Il periodo di incubazione varia dai 2 ai 21 giorni, ma  l’ammalato è contagioso solo quando inizia a manifestare i sintomi.

Non esistono cure o vaccini, si tenta di guarire gli individui infetti attraverso trasfusioni di sangue, proveniente da persone guarite. Tuttavia ci sono poche informazioni riguardo l’efficacia di tale trattamento.

Il virus preoccupa soprattutto perché, avendo una rapida diffusione, potrebbe propagarsi facilmente nelle  grandi città prima che si possa intervenire per bloccarlo. Tutto il mondo è contagiato dall’Ebola, chi dal virus vero e proprio, chi dal terrore del contagio. Siamo di fronte ad una nuova peste?

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