Diabete, versione modificata dell’insulina per evitare le ipoglicemie

Diabete insulina a rischio 2030

In caso di diabete è fondamentale controllare i livelli nel sangue della glicemia che non deve essere nè alta (iperglicemia) ma nemmeno bassa (ipoglicemia). Ad esempio se la quantità di di insulina non è corretta può accadere che la glicemia, ovvero la concentrazione di zuccheri nel sangue, scenda al di sotto col rischio che il paziente possa andare incontro a una ipoglicemia.

Diabete: l’insulina inteligente

I ricercatori dell’Università di Los Angeles hanno messo a punto una sorta di insulina “intelligente” grazie a cui sarebbe possibile prevenire le ipoglicemie. Si tratta nello specifico della “I-insulina”, a cui è stato attaccato un inibitore del trasportatore di zucchero, ovvero una molecola che ha lo scopo di assorbire lo zucchero presente nei tessuti rimuovendolo dal sangue.

Ma come funziona? Quando la glicemia scende al di sotto dei valori di guardia, questa I-insulina blocca parzialmente il trasportatore. In tal modo impedisce l’assorbimento di zucchero nelle cellule. Pertanto lo zucchero rimane nel circolo sanguigno prevenendo quindi che la glicemia possa abbassarsi pericolosamente. Allo stesso modo la I-insulina potrebbe attivarsi altrettanto rapidamente in caso di iperglicemia, cioè quando i livelli della glicemia si innalzano eccessivamente. Così in particolare ha spiegato l’autore princolale dello studio, il ricercatore Zhen Gu:

“La nostra nuova insulina lavora come una chiave intelligente. lascia entrare il glucosio nelle cellule, ma ne previene l’eccessivo assorbimento quando la glicemia ha raggiunto livelli normali”

Al momento lo studio è stato effettuato soltanto con degli esperimenti condotti sui topi, ma i risultati ottenuti autorizzano un cauto ottimismo. Pertanto in un futuro non molto lontano potrebbe migliorare di molto la somministrazione dell’insulina ai pazienti diabetici.

Insulina: cos’è

L’insulina è la terapia fondamentale in caso di diabete di tipo 1, definito anche insulino-dipendente. Si utilizza anche nel 15-20 % delle persone affette da diabete di tipo 2, che si definisce insulino resistente. Fondamentalmente quindi la somministrazione di insulina serve a supplire la carenza di questo ormone, che è assoluta nel caso del diabete di tipo 1 e relativa nel caso invece dell diabete di tipo 2.

La terapia insulinica in particolare è da considerarsi salva- vita nel diabete di tipo 1. Pertanto questi pazienti non devono mai sospenderla. Anche nel diabete di tipo 2 può rivelarsi indispensabile. In particolare se la malattia dura da molti anni e le cellule produttrici di insulina risultano diminuite in maniera drastica.