Fumo passivo: sai veramente di cosa si tratta?

fumo passivo
Un sondaggio dell'AIOM rivela una sconcertante verità

Un sondaggio dell’AIOM ci rivela una verità piuttosto inquietante: l’80% della popolazione ignora e conosce ben poco i rischi connessi al fumo passivo. La stretta connessione presente tra il fumo passivo ed il cancro sfugge davvero a moltissime persone, fumatori e non fumatori, tanto da preoccupare fortemente le autorità che forse dovrebbero intervenire con una vera e propria campagna di sensibilizzazione, che incoraggi i soggetti a prevenire i rischi con maggiore consapevolezza degli stessi.

 

Fumo passivo: il sondaggio dell’AIOM

Nonostante ben il 25% della popolazione nazionale sia esposta al fumo passivo, l’80% della stessa ignora i rischi del caso, come ci dice l’AIOM. Infatti, secondo il sondaggio, il 71% dei soggetti fuma tranquillamente in spazi chiusi e stretti, e il 43% ritiene che smettere di fumare non sia necessario per evitare di ammalarsi. Il 48% dei soggetti ritiene infatti che sia impossibile prevenire il tumore e questo denota un livello di conoscenza davvero scarso, che si ripercuote anche su abitudini assolutamente dannose come il fumare in presenza di neonati o bambini (addirittura il 49%). Di fronte a questi dati, come ci riporta Il Sole 24 ore, possiamo soltanto constatare come le cose non stia andando nel verso giusto, perché se davvero si vuole avere speranze di combattere un tumore, che sia esso ai polmoni come no, la parola d’ordine è prevenzione; prevenzione però significa coscienza di ciò che si fa e di ciò che non si dovrebbe fare.

 

Fumo passivo: come è visto il tumore a polmone?

Con circa 38.000 diagnosi annue, il tumore al polmone è il terzo cancro più frequente in Italia, dopo quello rettale e mammario, ma a differenza di quei due, si caratterizza per un substrato culturale singolare: ben il 59% degli intervistati infatti ritiene che un tumore al polmone a danno di un fumatore sia un qualcosa di assolutamente naturale, e soprattutto sia colpa del fumatore stesso. Stando così le cose, si evince come raramente i soggetti puntino alla prevenzione e soprattutto aderiscano a campagne di sensibilizzazione in proposito, dominati da un sentimento di passività tale per cui il destino inesorabile di un fumatore è proprio la malattia, e tanto vale non fare niente.
I verdetti del sondaggio dell’AIOM non sono meno impietosi: il fumo da sigaretta causa il 90% dei tumori polmonari e il fumo passivo aumenta del 30% la possibilità di contrarre la malattia.

 

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