Ylenia Carrisi, la svolta dopo 25 anni, parla la figlia del Killer: ‘Ecco il segreto mai rivelato da papà’

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Albano le parole su Ylenia

Nuova svolta sulla scomparsa di Ylenia Carrisi

E mentre Romina Power, madre di Ylenia Carrisi, dice che venga rispettato il silenzio attorno al caso sulla scomparsa della primogenita, negli ultimi tempi sono emersi alcuni particolari molto inquietanti sul suo presunto killer, ovvero Keith Jesperson.

A rivelare il tutto ci ha pensato la rivista ‘Giallo’, grazie alla testimonianza della figlia Melissa Moore, oggi avvocato. La ragazza ha avuto un lungo sfogo dichiarando particolari choc e mettendo in dubbio alcuni comportamenti del padre. Atteggiamenti che potrebbero essere collegati al presunto omicidio di Ylenia Carrisi, figlia di Al Bano e Romina.

Scomparsa Ylenia Carrisi: i dubbi di Melissa sul padre

La verità sul genitore ha sconvolto l’esistenza di Melissa Moore: dopo essere venuta a conoscenza di tutti i delitti commessi, la giovane ha deciso di separare il ricordo del padre affettuoso da quello di spietato killer. Keith Jesperson, da qualche anno si trova in prigione nell’Oregon dove sconterà tre ergastoli per l’omicidio di otto donne.

Tra di loro potrebbe esserci anche Ylenia Carrisi, la primogenita della storica coppia. Tornando all’intervista rilasciata per il magazine ‘Giallo’ dalla figlia del presunto assassino di Ylenia Carrisi, l’avvocato avrebbe rivelato dei particolari molto inquietanti, come quello secondo cui il genitore avesse pensato più volte di uccidere anche i suoi figli, compresa lei stessa.

‘Quando scomparve Ylenia mio padre aveva un segreto’

Nel 1994 l’uomo confessò di rivelare un segreto molto importante, ma poi cambiò idea. Il tutto accade nel periodo che scomparve Ylenia Carrisi. Per caso quello che voleva comunicare il killer riguardava la figlia di Al Bano e Romina Power?

A rafforzare i sospetti di Melissa Moore anche un altro particolare, ovvero la presenza nel camion del genitore di un pacchetto di sigarette, nonostante lo stesso odiasse fumare e la presenza di un grosso rotolo di nastro adesivo. L’uomo disse che aveva le sigarette sul veicolo per gli autostoppisti, ma il nastro adesivo? Ovviamente ad oggi non ci sono prove in merito, quindi rimangono solo delle supposizioni.