Melissa Satta condanna il gossip: “Fate del male a mio figlio”

Melissa Satta
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Melissa Satta grida basta. Dopo la paparazzata in cui appare insieme al playboy imprenditore Tommy Chiabra, l’ex moglie di Kevin-Prince Boateng attacca il settimanale Chi e tutti i siti che hanno riportato lo scoop senza prima approfondire la questione, destabilizzando così la sua vita privata e danneggiando il figlio Maddox.

Melissa Satta si consola tra le braccia di Tommy Chiabra? L’ex velina imbufalita

In un lungo post caricato su Instagram, la 33enne ha scritto che negli ultimi giorni è stata oggetto (o forse vorrebbe dire bersaglio) di spiacevoli quanto false incursioni nella presunta sfera personale e sentimentale. Sì, problemi di chi vanta il privilegio di costituire una figura nota al grande pubblico.

Ma Melissa Satta si chiede se sia davvero giusto che chi occupi tale posizione debba finire vittima del teorema del fidanzamento. E in ogni circostanza sia temporaneamente sentimentalmente libera, finisca purtroppo pizzicata insieme ad un uomo.

Un momento di vita delicato

Sarebbe possibile, vero, obiettare che quanto asserisce sia una sciocchezza o che oramai queste notizie rappresentino una consuetudine, laddove la celebrità in questione sia single per cui non bisognerebbe gridare granché allo scandalo.

Ciononostante, secondo Melissa Satta l’aspetto negativo della vicenda è che in tal modo ogni pettegolezzo, anche quello più falso e tendenzioso, ottiene consacrazione nel buzz mediatico scatenato in rete. E dallo stesso riceve legittimazione ad esistere, secondo il celeberissimo meccanismo delle fake news.

Ebbene, si dà il caso – evidenzia l’ex velina – che tale boutade giornalistica abbia trovato pienamente sfogo in un particolare e delicato momento della sua vita privata. E i falsi scoop che la toccano da vicino, così diffuse in fretta, potrebbero pesantemente compromettere l’equilibrio psicologico di un figlio minorenne e comunque, più in generale, influenzare in modo negativo le questioni personali, sulle quale preferisce non soffermarsi.

“Ricordate di avere un cuore o una coscienza”

Ma Melissa Satta non ne vuole sapere. Non le va di vedersi sparata sulle prime pagine dei giornali soltanto per gratuite illazioni di qualche sedicente giornalista. Che, in base a stereotipi aberranti, perpetra continuamente questo triste teorema del fidanzato. Tutto per incrementare le vendite o le visualizzazioni di un articolo.

Di tanto in tanto tali signori che fanno informazione (informazione messa tra le virgolette) dovrebbero ricordarsi di avere una coscienza e un cuore. E qualora non ci riescano, oppure ne siano privi, dovrebbero perlomeno rammentare le regole deontologiche del giornalista. E – conclude – forse sarebbe meglio vadano ogni tanto a ripassarle.

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In questi giorni sono stata oggetto (o forse sarebbe meglio dire “bersaglio”) di spiacevoli quanto inveritiere invasioni nella presunta mia vita sentimentale e privata. Certo, “inconvenienti” di chi ha il privilegio di essere personaggio pubblico si potrebbe obiettare, ma mi chiedo se è davvero giusto che chi rivesta tale posizione debba restare vittima del teorema del “fidanzamento”. ogni qualvolta si trovi ad essere momentaneamente disimpegnato sentimentalmente e venga malauguratamente visto in compagnia di una persona dell’altro sesso Ed ancora una volta si potrebbe obiettare che ciò che dico è poca roba o che ormai tali notizie costituiscano costume comune quando il personaggio pubblico di turno si trovi in uno stato di “singletudine” per cui non ci sarebbe da gridare allo scandalo più di tanto. Il problema vero è che così oggi che ogni notizia, anche quella più falsa e tendenziosa, riceve consacrazione nel tam – tam mediatico che si scatena sul web e dallo stesso acquisisce una propria legittimazione ad esistere, secondo il famigerato meccanismo delle fake news. Ebbene si dà il caso che tale “verve giornalistica” abbia trovato massimo sfogo in un particolare e delicato momento della mia vita personale, e che le false notizie così velocemente propagatesi, potrebbero destabilizzare fortemente l’equilibrio psicologico di un figlio minorenne, e comunque, più in generale, influenzare negativamente le mie vicende personali, delle quali preferisco non parlare. Ma io non ci sto, non mi va di finire sulla prima pagina dei giornali solo per le illazioni gratuite di qualche sedicente giornalista che secondo stereotipi disgustosi continua a perpetrare questo triste teorema del fidanzato di turno solo per aumentare le vendite o le visualizzazioni di un articolo. Talvolta questi signori che fanno “informazione” dovrebbero ricordarsi di essere dotati di un cuore e di una coscienza, e se proprio non ci riescono, o se ne sono privi, dovrebbero quanto meno ricordarsi le regole deontologiche del giornalista che forse è bene che ogni tanto vadano a ripassare. M.

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