Il Game boy compie 25 anni

118 milioni di pezzi venduti per la prima versione e oltre 81 milioni per la Advance: questi gli incredibili numeri del Game Boy, la console portatile più famosa, lanciata proprio 25 anni or sono in Giappone dalla Nintendo.

Un successo planetario, che ha radicalmente trasformato le abitudini di gioco di bambini e ragazzi e che nessun’altra console ha mai egugliato in seguito: l’avvento di tablet e smartphone e, soprattutto, la possibilità di scaricare con pochi centesimi anche l’ultimo giochino ha sancito la fine di questi apparecchi.

Il Game Boy, su cui un’intera generazione è praticamente cresciuta, non era la prima console portatile a presentarsi sul mercato, ma, al contrario delle concorrenti, quella della Nintendo era l’unica a consentire al suo utilizzatore di cambiare gioco grazie alle cartucce da inserire nell’apposito alloggiamento.

Puffi, Super Mario e le innumerevoli serie di Pokemon divennero protagonisti di un vero e proprio miracolo economico poiché furono milioni i giochi venduti, a caro prezzo, per il Game Boy.

Grazie ad una discreta, per quei tempi, autonomia, la console divenne la compagna inseparabile di ragazzini di ogni età: 20 ore di autonomia prima di sostituire le batterie garantivano partite in assoluta tranquillità.

La console fu ritirata dal mercato nel 2007 per far posto alla DS, ma per la Nintendo non si rinverdirono più i fasti (e i guadagni) del Game Boy e dei suoi giochi.

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