Il veganismo sarà la religione del prossimo secolo

La religione, secondo una delle definizioni più interessanti che si possano trovare in circolazione, è “il tentativo degli uomini di darsi delle risposte in un determinato tempo e luogo”. Queste parole ci fanno riflettere principalmente su due aspetti:

1 – è prerogativa umana cercare risposte e trovare un modo fenomenista di risolvere i problemi

2- la religione deriva dalle particolari esigenze di un luogo geografico e di un tempo storico, ovvero è di origine culturale.

Per i Cristiani, un giorno di tanti tantissimi anni fa, capita in Palestina un giovane bello e buono di nome Gesù. Ebreo, quindi credente in Dio, ma che a differenza di tutti gli altri, dice di essere suo discendente diretto. Il figlio di Dio.

Ma che cosa succede a quel punto? Che cosa effettivamente pensano le persone che lo sentono blaterare di un regno meraviglioso, chiamato Paradiso, in cui si può andare se ci si comporta con bontà, se si fa della povertà il proprio stile di vita, se si erge l’altruismo a baluardo della propria condotta?Lo seguono. Iniziano a credere in lui, nella verità delle sue parole e formano un gruppetto di seguaci, che a costo della propria vita (chi più chi meno) difendono Cristo e la sua proposta di fede. Questo è ciò che ci viene raccontato a catechismo, ma c’è dell’altro. Non tutti reagiscono con tanta accoglienza, molti anzi ne prendono le distanze. Lo considerano un pazzo. Già, la maggior parte degli Ebrei di allora, credono che Gesù sia un mitomane convinto, che afferma cose assolutamente senza senso. Insomma, Gesù è uno che esagera. Ma tutto ciò, non vi ricorda qualcosa?

Sono vegana da 4 anni e, oltre a non avere fatto particolare fatica a gestire il cambio alimentare ( lo faccio per etica), all’inizio tutto sembrava andare per il verso giusto, anche nei rapporti con le persone a me vicine. Si certo, qualche domanda stupida tipo “ma allora cosa mangi?” o sentire qualcuno che pontifica  “il latte è necessario per assumere calcio” mi faceva incazzare, ma nulla di troppo fastidioso. Entrando però più profondamente nei dettagli dell’attivismo vegano etico e avendo la fortuna di essere inserita in un nucleo familiare animalista da sempre, ho avuto la possibilità di osservare e vivere sulla mia pelle alcune strane e allarmanti situazioni.

L’avversione che la maggior parte delle persone onnivore o anche vegetariane o addirittura vegane per salutismo prova nei confronti dei vegani attivisti è un fenomeno sociologico da studiare approfonditamente. Se facciamo un parallelismo tra ciò che succede oggi e la Storia, possiamo renderci conto che l’intolleranza verso i seguaci di un movimento alternativo alle consuetudini, ha accompagnato tutti i più grandi cambiamenti epocali. Comprese le religioni. Sapete perchè Gesù era considerato tanto il figlio di Dio, quanto un pazzo mitomane? Non perchè facesse dei miracoli – la religione ebraica ha sempre avuto una tradizione miracolista fin dagli albori, non era strano che Gesù resuscitasse i morti – ma perchè faceva miracoli contrastando la consuetudine del concetto di purezza ebraico: toccare un morto era considerato impuro, così come un lebbroso, era assurdo che qualcuno toccasse il pane senza il rito del lavaggio delle mani e così per ogni cosa facesse. Andava profondamente a sradicare le convenzioni culturali di un popolo. La simmetria è spaventosa. Che cosa fanno i vegani? Forse non parlano di un mondo nuovo, in cui gli animali non sono più al servizio dell’uomo? Non promuovono sentimenti di pace e misericordia nei confronti della Natura tutta? Non sono considerati pazzi quando sostengono che mangiare carne sia nutrirsi di un corpo che aveva vita? Strano ma vero, esistono delle similitudini pazzesche tra la figura di Gesù e quella di un rivoluzionario vegano attivista. Ovviamente non vi parlo di probabili contaminazioni celesti o di eletti dal Sigore (anche se il dubbio talvolta mi viene). Analizzando però la figura di Gesù e del cristianesimo storicamente, devo per onestà dire che il veganismo è candidato ad essere una nuova forma religiosa. Vi ricordo la definizione con cui ho aperto l’articolo, che svincola dal concetto di culto in senso strettamente dogmatico.

Sapete quante implicazioni politiche ha generato il cristianesimo? Tante e severe. C’è chi stava di qua per convenienza economica e strategica, chi di là per lo stesso motivo. C’è da chiedersi che cosa sta succedendo anche oggi a livello politico, economico e globale. Il veganismo promuove una condotta umana che ha impatto zero. Che cosa succederebbe all’economia mondiale se da oggi diventassimo tutti vegani? Un casino. Crollerebbero le più grandi aziende alimentari, le case farmaceutiche precipiterebbero nella miseria. Con uno stile di vita rispettoso della natura, degli animali, della vita tutta, le più importanti agenzie economiche subirebbero un tracollo. Ecco perchè, forse, noi vegani siamo “visti male”. Costituiamo una minaccia per i potenti? Si. C’è la possibilità di rivoluzionare il pensiero di tutti e di risvegliare le coscienze. Questo fa molta paura. Quanta ne faceva il buon Gesù, che di male non avrebbe fatto nulla, ma che è stato perseguitato ed ucciso. Lungi dall’accostare la sacralità dell’uno alla – per ora – profanità degli altri, ma vale la pena spendere una riflessione lungimirante ed arguta.

Gesù era un rivoluzionario, parlava di pace e di amore, di sacralità della vita e di cambiamento. Noi vegani siamo cristiani in un certo senso, svincolando il significato dalle implicazioni esoteriche, possiamo sentirci vicini al suo operato. Questo fa pensare che una grande rivoluzione è alle porte. Il veganismo attivista è foriero di principi etici che mai nella Storia sono stati raggiunti. Questo rappresenta in modo concreto la possibilità di rivoluzionare l’umanità, consegnandole non un dio, ma una coscienza di amore che porti solo ed esclusivamente vita.

 

 

 

 

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