Bonus 80 euro, Renzi alle mamme: sì, ma non per tutte!

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Come funzionano questi 80 euro

Bonus 80 euro alle mamme, come funziona?

Cittadini e famiglie italiane, sicuramente avrete sentito parlare, negli ultimi giorni, della nuova legge di stabilità, che tra le principali cose, oltre alla rimozione del pagamento dei contributi da parte delle aziende nei confronti dei giovani, assunti per i primi 3 anni, prevede un bonus bebè a tutte le mamme, almeno questo è ciò che era inizialmente stato dichiarato. Beh, non è esattamente così.

Il bonus Renzi alle mamme, pari al valore di 900 euro, versati in rate mensili, verrà concesso solo ed unicamente alle famiglie che hanno un reddito annuo inferiore ai 30.000 euro.

Adesso, visti i toni confidenziali che ci tengo ad avere con voi che mi leggete, voglio farvi una domanda, che sicuramente voi stessi vi siete fatti: ma l’equità e l’uguaglianza dove stanno di casa? E poi un bonus 80 euro, mensile, fa veramente la differenza?

C’è sgomento e, come non ammetterlo, a ragion veduta. Oramai i social network sono diventati i principali veicoli di informazione, ed è proprio su Twitter che il Ministero del Tesoro ha reso pubblico il testo della nuova legge di stabilità, il quale, una volta passato nelle mani della Ragioneria generale dello Stato, è giunto sino al nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per poi essere trasmesso in Quirinale.

Se siete dei “followers” della conduttrice televisiva Barbara D’Urso, probabilmente avrete seguito l’intervento di Matteo Renzi in tv, il quale ha dichiarato, spiazzando tutti, che concederà un bonus alle mamme pari ad 80 euro mensili per 3 anni, per un importo pari a 900 euro.

Qualcosa non torna, vero? Ci si chiede come mai, pochi giorni prima, il nostro Presidente del Consiglio non abbia menzionato questo bonus bebè, presentando la legge di stabilità.

Nel documento visionato in anteprima da Repubblica viene riportato quanto segue: “Il fondo da 500 milioni di euro per le famiglie è destinato all’erogazione in favore dei nuclei familiari di un assegno in un’unica soluzione, per ogni bambino nato o adottato, a decorrere dal 1° gennaio 2015” e aggiungo io, “Sì, ma, a prescindere dal reddito familiare, i figli di chi percepisce più di 30.000 euro annuali sono diversi?”.

Chissà se, magari un giorno, magari il 32 dicembre 2000mai, lo Stato diventerà equo e non discriminante, nel bene e nel male!

Dite la vostra, cosa ne pensate di questa nuova legge di stabilità?

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