Francesco Bellomo: ecco come schiavizzava le sue studentesse

Francesco Bellomo: ecco come schiavizzava le sue studentesse
Francesco Bellomo: ecco come schiavizzava le sue studentesse

Una carriera veloce e piena di successi quella del giudice Francesco Bellomo (49). L’uomo si è laureato alla giovanissima età di 22 anni, per poi amministrare la giustizia per altri 25, in maniera, a suo dire, “praticamente perfetta”.

Nel suo CVE, Bellomo può vantare una posizione all’interno del Consiglio di Stato e, come se questo non bastasse, l’ex giudice è stato fondatore di un corso di preparazione all’esame di Stato per magistrati. Tuttavia, è risaputo come sia tanto arduo salire la cima quanto facile cadere nel baratro, soprattutto a causa di colpe personali. E Bellomo, di colpe, ne ha eccome…

Francesco Bellomo: le angherie dell’ex giudice 

Tempo fa, Francesco Bellomo venne denunciato da un genitore per aver spinto la figlia ad un tentato suicidio. Un uomo pieno di controversie e di segnalazioni gravi Bellomo, proprio per questo il gip del Tribunale di Bari Antonella Carfagna ha ordinato i domiciliari nei suoi confronti. Bellomo deve rispondere a gravissime accuse quali estorsione nei confronti di una corsista e maltrattamenti verso altre quattro ragazze.

Come se ciò non bastasse, Francesco Bellomo è stato anche indagato per reati di calunnia e minacce verso il presidente della Commissione disciplinare, chiamato a pronunciarsi circa la condotta del giudice. Bellomo aveva quindi deciso di denunciare il presidente al tribunale di Bari, con l’accusa di aver agito in maniera illegale persecutoria verso la sua persona. Tuttavia, il presidente della Commissione disciplinare si è alla fine rivelato un “osso duro” non lasciandosi intimidire da Bellomo e dimostrando una capacità di reazione. Quel presidente, altri non era che l’attuale premier Giuseppe Conte!

I corsi di Bellomo

Gli esami per divenire magistrati non sono certo una passeggiata e molte aspiranti avevano deciso di iscriversi ai corsi di Francesco Bellomo. Si diceva che questi avesse il potere di far superare l’esame alle proprie allieve o di bocciarle. Insomma, un uomo potente il 49enne e, all’apparenza, intoccabile. I corsi di Bellomo non erano certo economici: l’iscrizione costava 4000 euro, ma qualcuno poteva sperare di ottenere una borsa di studio. Tuttavia, erano davvero particolari i requisiti che l’uomo utilizzava per decidere le ragazze degne di tale privilegio: c’erano clausole limitanti il fidanzamento o il matrimonio.

Non parliamo poi del cosiddetto “dress code” contemplato nel contratto. Un codice del vestiario che Carlo Palumbo e Luisa V. Sandri di Grand Hotel hanno egregiamente esplicato nel minimo dettaglio in un loro ultimo articolo, ma che noi cercheremo di riassumere. Secondo il contratto in questione, la borsista disponeva di look differenti:

  • Estremo: gonna molto corta o una zerogonna con maglioncino scollato nel corso di eventi mondani;
  • Intermedio: minigonna e camicetta durante le lezioni o i convegni;
  • Classico: molto più variegato, caratterizzato da trucco calcato o intermedio, smalto sulle unghie di colore chiaro o medio , giacca di pelle, piumino di colore rosso o nero, calze chiare o velate leggere, con tanto di consigli sulle firme da prediligere, come Versace o Armani.
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