Intervista a Laura Bellini autrice di Quel nome portato dal Vento

Salve lettori, oggi ho il piacere di presentarvi l’autrice Laura Bellini con la quale abbiamo parlato di auto pubblicazione, il fenomeno che sta investendo il mondo dell’editoria; sarà questo il futuro del libro? Il termine moderno è self Publishing e sembra essere diventata una vera moda, voi che cosa ne pensate?

Vediamo che cosa ne pensa quest’autrice che ha accettato di parlare con noi del suo punto di vista su questa nuova realtà editoriale e cogliendo anche l’occasione per farci conoscere il suo ultimo lavoro editoriale – Quel nome portato dal vento.

Se volete saperne di più, continuate la lettura.

D. Ciao Laura e ben venuta. Ti definisci un’avida lettrice e leggi diversi generi, la mia domanda è: leggi solo autori famosi o ti fai sedurre dalla curiosità verso un nome sconosciuto, che per qualche motivo attira la tua attenzione?

Risposta

Ciao Tiziana, grazie per avermi dedicato questa chiacchierata. Sì, mi definisco un’avida lettrice in quanto leggo circa sessanta romanzi all’anno. Non ho una predilezione particolare per gli scrittori, a parte qualche nome importante. Se devo essere sincera scelgo i libri in base a quello che mi trasmettono, non mi importa se l’autore è famoso o meno anzi, ti confesso, che negli ultimi anni leggo moltissimi emergenti e tanti di loro mi hanno piacevolmente stupita con i loro libri. Non è il nome famoso a fare la bellezza di un romanzo, il più delle volte è vero il contrario. Un emergente ci mette il cuore in ciò che fa, mentre il famoso, quello già arrivato, spesso scrive per soldi e sinceramente si sente quando si legge. In ogni caso, sono una lettrice onnivora, leggo tutto di tutti!

 

D. Il tuo ultimo libro è un fantasy storico – Quel nome portato da Vento, come nasce questo titolo? Vuoi accennarci qualcosa sulla trama?

Risposta

quel nome portato dal ventoCome nasce il titolo? Bella domanda! Il titolo originale non era questo, ma partecipando a un torneo letterario mi sono accorta che lo stesso titolo l’aveva usato Sparks per uno dei suoi romanzi. Puoi immaginare il mio tormento, perché quando trovi un titolo perfetto, poi cambiare nome al tuo lavoro diventa un’impresa davvero ardua!

Il termine “nome” doveva rimanere perché ha un ruolo molto importante nelle vicende, ma non trovavo niente che mi piacesse davvero, che trasmettesse ciò che volevo finché, dopo una serie infinita di combinazioni, non è arrivato questo.

Questo è l’ultimo fantasy che ho scritto. È storico perché ambientato in un’epoca medievale, ma non rispecchia in alcun modo la vera storia.

Maeve, la protagonista femminile, è pronta per l’arrivo del promesso sposo, il bellissimo cugino Logan che, fin dall’infanzia, non è mai piaciuto caratterialmente alla ragazza. Al suo palazzo vive un soldato, il cui passato è celato nell’ombra e con lui Maeve inizia una sorta di delicato corteggiamento. Entrambi sanno che non potranno avere un futuro insieme, le differenze sociali non lo permettono, eppure non riescono a stare distanti uno dall’altro. Il padre di Maeve tiene in grande considerazione questo ragazzo e il fratellino storpio di lui. L’arrivo dei Frey nei territori governati dal padre della ragazza, scombussola gli equilibri di un regno che ha sempre vissuto in pace fin dalla cacciata delle creature magiche da Seaworld da parte dell’uomo.

È con l’arrivo di quest’ambiziosa famiglia, che i segreti dell’intero regno iniziano a venire a galla. Da qui la vita di Maeve cambierà radicalmente, la porterà a scappare e a incontrare creature che credeva esistessero solo nelle leggende, ma la vera storia la faranno gli uomini che incontrerà, saranno loro a decidere le sorti dell’intero regno.

Ecco…se vado avanti ti racconto anche qualche colpo di scena e come finisce il romanzo, quindi è meglio che mi fermo!

 

D. Il fantasy è anche il genere che preferisci leggere?

Risposta

Qualche mese fa ti avrei risposto di sì, ma come ti ho detto prima sono onnivora nelle mie letture e questa voracità mi permette di cambiare spesso genere letterario. A dire la verità lo faccio anche nei miei scritti, mi piace cambiare, scoprire cose nuove. Infatti in quest’ultimo periodo leggo moltissimo storico. Ho accantonato un po’ tutto il resto per dedicarmi a questo genere che non conoscevo, ma che mi ha letteralmente conquistata.

Non per questo non continuo ad amare il fantasy, a differenze di quello che molti pensano, sono dell’idea che il fantasy, se ben scritto, riesca  a rispecchiare la nostra società, il mondo e la nostra storia, molto meglio di quanto facciano alcuni libri di narrativa generale.

 

D. Fantasy e medioevo, un connubio perfetto per la creazione di una storia ricca di suggestione e mistero; scelta causale o solo ispirazione?

Risposta

Solo ispirazione. Dopo aver scritto un urban fantasy con incursioni storiche, (Il gioco dei ricordi), avevo voglia di provare a cimentarmi con un mondo del tutto nuovo. Volevo crearlo con le mie mani e il risultato mi è piaciuto, io mi trasferirei a Seaworld!

Per quanto riguarda il medioevo, beh…l’hai detto tu stessa che sono un connubio perfetto, la scelta non poteva che essere quella!

 

D. Parliamo dell’editoria in generale, il tuo curriculum è ricco di diverse pubblicazioni, ciò ti ha permesso di ampliare la tua esperienza: Il Coraggio dell’amore è il tuo primo romanzo, si trova in formato cartaceo e sia in digitale sul portale Amazon; e poi ci sono altri scritti pubblicati sia con editore e sia in regime di self publishing. Come vedi il futuro dei libri? Il grande editore è sempre appetibile per gli autori emergenti? Oppure credi che il self sia la strada del futuro?

Risposta

I primi romanzi che ho pubblicato erano usciti con case editrici a pagamento. Ti confesso che non vedevo l’ora che finissero i contratti per riappropriarmi dei miei diritti e poter disporre delle opere come meglio credevo. I miei primi quattro romanzi non si trovano più cartacei, ma li ho resi disponibili in formato digitale perché non finissero completamente nel dimenticatoio. Così se volete leggere “Il coraggio dell’amore” “Lontano da te” – “Ancora tu”, e presto anche “I disegni imprevedibili del destino” potete tranquillamente scaricarli sul vostro e-reader.

Per quanto riguarda il self, sarò sincera. Ne parlavo proprio questa mattina con una cara amica. Io penso che questo sia un fenomeno di breve durata. Non ho nulla contro chi pubblica self, sia chiaro, ho letto bellissimi romanzi di autori che hanno fatto questa scelta. Purtroppo però c’è da dire, che in mezzo al mare del self publishing, questi sono davvero perle rare. Domani potrei svegliarmi e mettere in rete ogni giorno la mia lista della spesa. Sinceramente non è una cosa che condivido molto, io resto all’antica, amo la carta e leggo solo cartacei così come continuerò a pubblicare i miei libri con un vero editore, almeno finché ce ne saranno. Come vedo il futuro dei libri? Nebuloso e incerto.

Gli italiani non leggono, gli editori che fanno il loro lavoro con amore e dedizione sono sempre meno, le librerie chiudono: che futuro potrà mai esserci per i libri? Spero con tutto il cuore di poter assistere a una controtendenza, ma se questo avverrà, non penso che accadrà in poco tempo.

 

Ringrazio Laura Bellini per essere stata con noi, grazie a tutti della cortese attenzione, al prossimo autore con la rubrica: l’Intervista che non ti aspetti.

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