E’ la fine del Festival del Film di Roma?

Si è appena conclusa, a Roma, la 9° edizione del Festival del Film.

Forse, l’ultima. Il direttore artistico, Marco Müller, darà l’addio definitivo a dicembre e le sorti del Festival del Film sono assai incerte.

Nonostante i numeri astronomici (si parla di oltre 80.000 ingressi, 23 paesi concorrenti con 113 film) e le bellissime 7 sale dell’Auditorium piene di spettatori per le oltre 300 proiezioni, pare che i risultati siano inferiori alle aspettative.

Per il momento festeggiano i vincitori che quest’anno, per la prima volta, sono stati votati quasi interamente dal pubblico, tramite app per smartphone e iphone, attraverso il sito dedicato o dalle postazioni assistite.

Al primo posto assoluto il film “Trash” del regista inglese Stephen Daldry. Ambientato nelle favelas brasiliane, racconta una favola triste di cui sono protagonisti alcuni ragazzini che trovano un portafoglio nella spazzatura. Il premio sarà devoluto dalla casa produttrice in favore delle famiglie povere brasiliane.

Altri premi al regista Roan Johnson che è per metà italiano, con il suo “Fino a qui tutto bene”, a Xu Ang con “Shier gongmin”, all’indiano “Haider” di Vishal Bhardwaj, a “Looking for Kadija” di Francesco G. Raganato.

Altri premi sono stati assegnati dalle giurie a documentari (“Largo baracche” di Gaetano di Vaio e “Roma Termini” di Bartolomeo Pampaloni), opere prime (ad Andrea Di stefano, regista del bellissimo “Escobar: Paradise Lost” ; a Laura Hastings-Smith, produttrice di “X+Y” di Morgan Matthews) e una menzione speciale per “Last summer” di Leonardo Guerra Seragnoli.

In sostanza, un Festival del Film interessante e innovativo.

Le opere presentate sono tutte di alto livello qualitativo, con contenuti interessanti e coinvolgenti.

C’è da sperare che iniziative così importanti e di risonanza mondiale non vengano lasciate sparire per sempre.

Ora la curiosità è indirizzata sul nome del nuovo direttore artistico: chi sarà? Ma, soprattutto: ci sarà?

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