Sapete chi fu il primo wedding planner della storia? Il barbuto Leonardo da Vinci delle vecchie 50 mila lire

Banconota esemplare da 50mila lire serigrafata su lastra d’argento emessa da Sanzanobi srl in edizione limitata

Vi chiederete cosa c’entra Leonardo Da Vinci con i banchetti di nozze? Il nesso sembra senza senso ma quando si parla del genio di Leonardo, il Leonardo da Vinci nazionale, tutto ha un senso. Nel Cinquecentesimo anniversario dalla sua morte che si celebra quest’anno con tanti eventi a lui dedicati, il suo Genio è sotto i riflettori in tutte le sue sfaccettature.

Emissioni di banconote speciali, come quella serigrafata su lastra d’argento firmata ‘Sanzanobi srl’ delle care e vecchie 50 mila lire (che riprende la banconota matrice emessa dalla Banca d’Italia nel 1967), una delle banconote che hanno segnato la storia della lira italiana – come non ricordarla! in cui è ritratto proprio il noto volto barbuto di Leonardo nella fisionomia con cui siamo abituati a ricordarlo.

Quel genio di Leonardo da Vinci

Il nome di Leonardo è legato a moltissime cose, invenzioni (macchine agricole, frantoi meccanici, aratri per “andar diritto” e macine da grano) e lasciti di conoscenza e di sapere che hanno dato una svolta al progresso tecnologico per l’umanità tutta, ma chi lo avrebbe mai detto che lo avremmo anche ricordato per i suoi banchetti degni di un wedding planner di grido all’epoca del Cinquecento?

I mille volti e le opere di Leonardo da Vinci

Scrivere novelle, disegnare progetti e realizzare opere grandiose tanto da lasciare ai posteri un volume interamente dedicato all’anatomia umana, non bastava mica a Leonardo che pare proprio che per gusto e diletto, sappiate, si interessava anche di eventi. Il Genio infatti era, fra le altre cose, cuoco e ideatore di eventi e banchetti nuziali.

“[…] Tutto è troppo abbondante. In questo modo mangiavano i barbari. […] Perché c’è più beltà in un solo broccoletto, più dignità in una sola carota che nelle sue dodici pentole dorate, impilate e stracolme di carne e ossa.” Così diceva Leonardo da Vinci che, aveva tentato di sostituire le brodaglie troppo condite e le carni stracotte con piatti più semplici, anche più belli da guardare.

Leonardo da Vinci e l’arte culinaria

Quello dell’arte culinaria è un aspetto di Leonardo poco conosciuto, ma che ha sempre incuriosito studiosi e appassionati di tutto il mondo. Nel cosiddetto Codice Atlantico vi sono riportate diverse invenzioni memorabili che certamente hanno contribuito allo sviluppo e all’evoluzione dell’arte culinaria alleviando il lavoro nelle cucine (inventò girarrosti meccanici, macinapepe, affetta uova a vento) e migliorando la trasformazione delle materie prime e, non ultimo, esaltando l’arte del ricevimento e dell’intrattenimento degli ospiti durante i fastosi banchetti rinascimentali.

Leonardo da Vinci e l’arte del wedding planning

“Era tanto piacevole nella conversazione che tirava a se gl’animi delle genti”. Vasari lo descrive così ne “Le vite” Leonardo da Vinci. Ma Leonardo era un genio in più campi. Non solo,  per  esempio nell’arte culinaria, era un ottimo cuoco e inventò diverse ricette,  ma anche in quella che modernamente è l’arte dei wedding planner.

Leonardo organizzò il matrimonio della Monna Lisa, alias la Gioconda

“Era raro e maestro inventore d’ogni eleganza e singolarmente dei dilettevoli teatrali spettacoli”, scrive di lui il poeta Giovio. Il 23 gennaio del 1489 a Tortona, oggi in provincia di Alessandria, si tenne il banchetto per le nozze fra Isabella D’Aragona, la Monna Lisa del noto ritratto de La Gioconda, e Gian Galeazzo Sforza, nipote di Ludovico il Moro, Duca di Milano.

E indovinate chi fu il cerimoniere d’eccezione del banchetto? Proprio Leonardo che riuscì a creare un evento noto come la Festa del Paradiso. L’ideazione prevedeva fanciulli travestiti da angeli e da pianeti mitologici posti dentro nicchie che ruotavano attorno a Giove. Per l’occasione Leonardo costruì un congegno “con tutte le sfere, pianeti che giravano”. Al posto delle stelle sfavillavano numerose candele che riflesse da una superficie curvilinea dorata creavano un bagliore accecante, fu così che mise in luce le sue indagini sull’ottica e riflessione della luce, che avrebbe portato poi alla scoperta della Camera Oscura.

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