Non escludo il ritorno, la parte più intima di Franco Califano

Non escludo il ritorno, il film su Franco Califano, diretto da Stefano Calvagna, arriverà nelle sale il 6 Novembre, subito dopo le polemiche in seguito all’esclusione del film al festival di Roma.

La pellicola racconta aneddoti, momenti e attimi della vita del cantante romano interpretato da Gianfranco Butinar, imitatore e intimo amico del “califfo”.

“Ho cercato di rappresentare la parte più intima di Franco, la malinconia, la noia, la solitudine, che in pubblico non faceva mai vedere”. Queste le parole del regista, che a proposito dell’esclusione dal festival ha detto:

“Non voglio riaprire polemiche, il festival è finito, ma forse potevano trovare uno spazio di un’ora e mezza per un’opera come questa, visto che c’è stato spazio per il film sugli Spandau Ballet”.

La pellicola, low budget, mostra la frustrazione di Califano per i mancati riconoscimenti ufficiali alla sua arte, ma anche l’affetto continuo dei fan. Sul grande schermo, la pellicola, porta l’ironia come la rabbia, un dolore, pensieri mai confessati e, forse, incompresi.

Il regista di Non escludo il ritorno, ha cercato di mostrare al proprio pubblico tutto ciò che Califano ha vissuto negli ultimi anni della sua vita. Momenti indelebili di chi gli è rimasto accanto nonostante quei grandi palcoscenici mancati sotto i piedi di un uomo che, mai, sarà dimenticato.

E ancora quella gioia, quel riconoscimento, finalmente arrivato per quel concerto, indimenticabile, del 18 marzo 2013 al teatro Sistina di Roma, 12 giorni prima della morte.

Accanto al cantante protagonista del film c’è tutta la sua corte, fatta di amici, fan, agenti, manager, che formarono, fino alla fine, la sua famiglia:

“Nel film ho messo tutte cose vere, dal fatto che correva in macchina al sogno di conoscere papa Ratzinger, che non ebbe il tempo di incontrare nonostante gli fosse stata concessa un’udienza privata, all’umiliazione per le polemiche sulla concessione della legge Bacchelli, che lui non sapeva neanche cosa fosse. Il film è un mix di aneddoti simpatici e parti più riflessive”.

E allora lo aspettiamo, quel momento, per vederlo ancora, per sentire ancora una volta il suono della sua voce, per poterlo vivere ancora, il Califfo. Per amarlo ancora quell’uomo, quel playboy venuto dalla periferia, con il suo sguardo un po’ sfrontato, spregiudicato ma innegabilmente romantico.

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