Alla scoperta di… Youri Egorov

Youri Egorov  (Kazan’, 28 maggio 1954 – Amsterdam, 16 aprile 1988) fu un pianista russo dalla personalità particolare che, sentendosi oppresso nella Russia sovietica e perseguitato dal KGB in quanto omosessuale, decise di fuggire nel 1976, mentre era in tour a Roma. Scrive, infatti: “In Russia, è impossibile vivere. È davvero ridicolo che non si possano leggere certi libri né ascoltare certa musica – Schönberg e Stockhausen, per esempio – in quanto espressioni della decadente arte capitalistica. Inoltre, io sono gay: in Russia, l’omosessualità è considerata una forma di pazzia. Io mi sentivo psichicamente malato. E chi viene scoperto omosessuale, rischia da cinque a sette anni di prigione. Mi dovevo nascondere, ed è una cosa che odio.

Si trasferì stabilmente ad Amsterdam, città aperta e tollerante verso omosessuali, drogati e tutte quelle persone considerate dall’Unione Sovietica dei “difetti sociali” e quindi punite per questo.  Il suo talento si diffuse velocemente in tutto il mondo, permettendogli di realizzare numerose tournee e concerti in Texas, New York, Italia, Francia e numerosissimi altri paesi.

Ad Amsterdam conduce una vita dissoluta, circondandosi di artisti di ogni genere e realizzando anche il suo sogno di amore, instaurando una relazione stabile con un famoso designer. Qui, però, contrae il letale virus dell’AIDS per il quale, durante quegli anni, di cui si sapeva pochissimo, non esisteva una cura e a causa della quale morirà nel 1988.

Egorov suonava “… in uno stile libero e romantico, e il suo approccio è notevolmente diverso da quello di così tanti vincitori di concorsi” scrive H. C. Schonberg sulle pagine del New York Times, sottolineando come la personalità di questo originale pianista avesse il potere di coinvolgere tutti coloro che ascoltavano le sue note.

Poco considerato in vita, dopo la sua morte sono state realizzate numerosissime opere in suo onore, a partire da incisioni di pezzi musicali di qualunque compositore fino a libri che ne raccontavano l’estro e l’arte. Emblematico è il libro biografico dell’olandese Ian Brokken, un giornalista facente parte della cerchia di amicizie del giovane Egorov, intitolato Nella casa del pianista: vi si raccontano episodi della sua quotidianità con una particolare attenzione all’interiorità di questo grande personaggio del panorama musicale moderno.

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