Huawei: in uscita il nuovo Mate 30 ma c’è il silenzio sulla presenza di Google

Huawei Mate 30
Huawei Mate 30

Annunciata, per il 19 settembre, dalla casa cinese Huawai l’uscita del nuovo smartphone Mate 30.

Il nuovo Mate 30 è pronto per il grande pubblico. Ad annunciarlo è il colosso cinese di Huawei. Il grande evento della casa di Shanezen si terrà a Monaco, il prossimo 19 settembre.

Huawei Mate 30: caratteristiche e prezzo

Salto di qualità per la scuderia della casa cinese, il nuovo Huawei Mate 30 rappresenta il nuovo corso android. Partiamo dalla memoria: 8 giga di Ram e 512 giga per quella interna. Sistema Android 10 Q con interfaccia Emui 10.

La grande sfida alle dirette concorrenti, Samsung e Apple, si pone anche su altri campi: fotocamera quadrupla il cui sensore principale tocca i 40 megapixel. Ricarica wirelless, scocca in vetro e metallo e sensore di impronte sotto al display. Prezzo non ancora fissato, ma che potrebbe essere facilmente collocabile a 999 euro per i modelli base 6/128GB, che cresce in maniera sensibile per i tagli più grandi. E’ prevista inoltre una versione 5G.

Huawei e il blocco commerciale di Trump: i problemi con Google

Per effetto della guerra commerciale e dei dazi tra Stati Uniti e Cina, Huawei (e con essa altri grandi marchi tecnologici cinesi) hanno riscontrato numerosi problemi. In primo luogo i nuovi smartphone non potranno avere l’intero mondo Google, con le app e i servizi connessi.

Se la situazione non dovesse modificarsi, la casa cinese ha due piani: il primo consiste in una versione “open source” di Android, lasciando agli utenti la possibilità di comprare i prodotti Google; il secondo invece, ben più affascinante, far debuttare sul mercato il suo nuovo sistema operativo HarmonyOS.

Restano quindi ancora grandi dubbi sull’utilizzo e la presenza di Google, che inevitabilmente influisce la commercializzazione di nuovi Huawei Mate 30, ma anche degli altri prodotti della casa cinese, a livello internazionale. Ed ecco perchè, il colosso di Shenzhen, guarda con molta attenzione e preoccupazione, ai movimenti legali di Google, che ha bisogno dell’autorizzazione del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti per stipulare accordi commerciali con le aziende che risiedono in Paesi sottoposti a speciali misure doganali.