Firma contro la dissezione a scopo scientifico: la sorella gemella della vivisezione

Non vorrei mai mostrare immagini e video come quelli ai quali rimanda il link sottostante a proposito di dissezione. Ma sono certa che rifiutare di guardare in faccia la realtà sia la causa principale del persistere dell’ingiustizia nel mondo. A volte occorre avere il coraggio andare a cercare e a vedere con i propri occhi quello che ci tengono nascosto, che i massmedia non mostrano perchè se lo facessero l’opinione pubblica si rivolterebbe. Si dice spesso che “le parole sono importanti”. E’ verissimo. Troppe volte dietro termini edulcorati si nasconde una realtà terribile che si dovrebbe nominare in ben altro modo. Ecco perché in ambito medico non si parla più di vivisezione bensì di sperimentazione animale, come se in realtà non si trattasse della medesima pratica di utilizzare animali vivi per sperimenti scientifici che arrecano sofferenza e morte. Ma se scienziati e ricercatori, sorridendo con superiorità presso i banchi informativi di Leal e Lav, affermano con disinvoltura che le cavie da laboratorio sono sedate e anestetizzate e che non si praticano più da decenni metodologie barbariche che prevedevano operazioni e sezioni di esseri vivi e coscienti, qualcuno non esperto in materia potrebbe cadere nel tranello. Tranello sì. Perché ancora una volta ci si nasconde dietro le parole: vivisezione no perché è una pratica troppo crudele anche per la scienza canonica che ritiene necessario l’uso di animali ma della dissezione a scopo scientifico tutti i ricercatori fingono di non ricordarsi. Sperimentazione animale, dissezione, vivisezione: la realtà è che nulla cambia tra questi tre termini.

Eppure, cosa ne direbbe l’opinione pubblica se questa sera Edoardo Stoppa o il TG5, mentre gli italiani gustano la cena, mostrassero immagini come questa

gatto

e spiegassero che questo animale, oramai irriconoscibile, era vivo e cosciente mentre subiva questo trattamento cosiddetto scientifico? Cosa ne penserebbero le persone, se venisse spiegato loro che la Direttiva Europea sull’uso di animali da laboratorio lascia a scegliere al ricercatore secondo sua discrezione se e come somministrare l’anestesia? Solo alcuni esperimenti vengono falsati dall’adrenalina dell’animale, dal suo dolore o dalla paura; altri no, anzi. L’anestesia costa e spesso i fondi mancano; bene, la legge permette formalmente al ricercatore di aprire in due un topo, un gatto, un cane, una rana, ancora in vita. Sapete che ai cani tagliano le corde vocali per non sentirne i guaiti di dolore? Se tali pratiche non esistessero più e fossero vietate ne avremmo riscontro di u simile divieto nella legge ma così non è.

La dissezione o vivisezione nel senso più crudo e disumano del termine, viene praticata, sicuramente meno che negli anni passati. Di certo non sono la maggioranza i vivisettori che infliggono sofferenze simili agli animali ma di fatto lo potrebbero fare in qualsiasi momento con la legge a proprio favore. Ci sono norme etiche che fingono di limitare il fenomeno all’interno delle cliniche e delle università ma la verità è che nessun esterno può di fatto assistere agli esperimenti né entrare in un laboratorio di ricerca nel quale tutto è ammesso anche per il fatto che tutto è nascosto e tutto può essere dichiarato successivamente.

La petizione è l’ennesimo tentativo di chiedere la condanna e la cessazione di brutalità inutili (un enorme capitolo dovrebbe essere aperto sul tema della validazione del metodo vivisettorio) che avvengono e, ripeto, sono perfettamente ammesse dalla legge. Così come è permesso, in molti paesi europei e negli USA, per esempio, inviare nei centri di ricerca cani e gatti randagi o presunti tali.

Mettete la vostra firma e informatevi sull’argomento.

http://features.peta2.com/dissection-kills/

 

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