Greta Thunberg: la crociata in Sardegna

Greta Thunberg: la crociata in Sardegna

Gli “amici di Greta Thunberg” hanno iniziato una crociata pacifica nei confronti della Regione Sardegna e del ministero dell’Ambiente. Giovani studenti, attivisti e simpatizzanti del Friday’s for future sono stati fautori di un esponenziale social bombing sui profili social istituzionali. A riportare la notizia è stata L’Unione Sarda all’interno di un articolo pubblicato in data 6 settembre 2019. Le lamentele dei giovani attivisti hanno come oggetto il metano presente nell’isola.

Greta Thunberg: i suoi “amici” alla carica

Questo è il messaggio che gli “amici di Greta Thunberg” hanno copiato e incollato fino alla nausea sui profili social dei diretti interessati:

“Il metano è un progetto scaduto, solo le rinnovabili possono salvarci dal collasso climatico. Non rubateci il futuro. MetaNO”

Ad approfondire la questione è stato Lorenzo Temecle, attivista di Fridays for future:

“Forse il metano in Sardegna poteva avere un senso anni fa. Ore però non ce l’abbiamo, e per noi può essere un’occasione per passare direttamente alle rinnovabili senza dover dismettere le fonti energetiche inquinanti”

Lorenzo Temecle ha aggiunto che questa è la direzione e che in tal modo la Sardegna ha una possibilità in più.

L’impatto di Greta in Italia

È molto probabile che nel prossimo futuro la protesta degli “amici di Greta Thunberg” passerà dai social alla realtà. È stato infatti annunciato uno sciopero per il prossimo 27 settembre, più un corteo che sfilerà per le maggiori città italiane. Tra gli argomenti di protesta, anche la questione del metano in Sardegna. Più passa il tempo, più la 16enne svedese sta facendo proseliti in tutto il mondo. Dopo il caso di Vanessa Vash in Uganda, anche nel nostro paese qualcosa si sta muovendo. Grazie a Greta, il tema Ambiente è tornato ad essere una problematica principale, come è giusto che sia, da discutere e risolvere con la dovuta premura.

Il viaggio con Pierre Casiraghi

Se Greta Thunberg è stata definita da Grand Hotel la “principessina svedese dell’ecologia” in un suo recente articolo, pensiamo che per Pierre Casiraghi non ci sia bisogno di ulteriori presentazioni. Figlio della principessa Carolina di Monaco, Pierre ha attraversato l’Oceano Atlantico assieme  a Gretasu una barca a vela, un gesto volto a sensibilizzare l’umanità sul grave pericolo che corre il nostro ecosistema e l’ambiente.

Greta Thunberg e Pierre Casiraghi sono partiti dal porto britannico di Plymouth, per attraccare a New York, presso l’isola di Manhattan, dopo un viaggio durato 13 giorni e 18 ore. Con un aereo inquinante, il viaggio sarebbe durato solamente 6 ore. Greta e Pierre hanno voluto dare una lezione al mondo, dimostrando come la loro traversata sia il frutto della forza del vento, un elemento di Madre Natura, e non di sostanze letali per l’ambiente, quali il cherosene e l’anidride carbonica che si sprigiona durante un viaggio aereo.

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Marco Della Corte: