ORTOGRAFIA: Scrivere bene per avere successo a scuola e nel lavoro

Nella scuola secondaria, sia di primo che di secondo grado, si registra un numero elevato di studenti che commettono errori gravi nella grammatica e nella costruzione sintattica delle frasi e dei pensieri che scrivono. La scuola dovrebbe, allora, intervenire con regole più rigide, facendo in modo che l’ortografia incida sulla valutazione finale degli studenti?

Leggendo la definizione che ci viene data dalla enciclopedia Treccani, l’ortografia è “il modo corretto di scrivere;” cioè è il saper utilizzare i segni di interpunzione, sapere in quali casi va utilizzato l’apostrofo, sapere come si scrive una parola (utilizzando bene le doppie, i suoni gh e gn, ponendo attenzione agli accenti), ecc.

Oggi a scuola l’ortografia è molto meno curata che in passato, almeno tra gli alunni. Questo probabilmente è il risultato di un aumento del numero di immigrati nel nostro paese che iscrivono i loro figli a scuola, e questi sono costretti ad imparare l’italiano a partire dai 7/8 anni, ma anche da 13 e 14 anni spesso, dopo che hanno già le basi di un’altra lingua.

Gli studenti italiani, invece, sono “vittime” della moderna concezione della scrittura veloce di internet, degli SMS, Whatsapp, ecc.; dove il messaggio è scritto in forma abbreviata, secondo schemi convenzionali condivisi che rendano il modo di scrivere più sintetico e veloce possibile. Abbiamo allora i X (per), i XKE (perché), i 6 (“tu” sei), ecc.

Il risultato di tutti questi fenomeni è che a scuola non si conosce l’ortografia, e spesso i ragazzi ripropongono questi loro modi di scrivere anche nei compiti in classe e agli esami.

Ciò che è importante tenere a mente è che l’ortografia è un criterio reale di selezione sia nella formazione che per la ricerca di un lavoro.

La scuola, negli anni dell’obbligo formativo, dovrebbe garantire una formazione degli studenti sul piano grammaticale e dell’ortografia. Infatti, fino alle scuole secondarie di primo grado il programma è uguale per tutti gli istituti, mentre la scelta di approfondire studi specifici (licei, istituti tecnici, istituti professionali) avviene in un secondo momento.

Tuttavia, l’esame di maturità è il primo banco di prova per avere un riscontro tra la formazione ricevuta e le capacità del giovane di cavarsela in un mondo adulto.

Per arrivare a questo riscontro, nella maniera più serena, e con qualche possibilità di successo nella selezione delle qualità, che una selezione a livello lavorativo richiede, è importante sviluppare delle competenze pratiche, ma anche sapersi proporre, sapersi presentare è importante.

Ecco allora che molti genitori ed insegnanti sentono l’esigenza di rendere più incisiva l’insegnamento dell’ortografia nella scuola secondaria.

Oggi la scuola si apre sempre più al mondo. Ma soprattutto deve aprirsi alla complessità della formazione della persona, che oggi è una formazione continua, che dura tutto l’arco della vita. Per questo la scuola da la possibilità ai giovani studenti di imparare diverse lingue (non più solo l’inglese), di acquisire delle abilità di base nelle discipline tecniche, artistiche, musicali, ecc.; grazie a corsi specifici che si tengono in orario pomeridiano, e che vanno ad ampliare il piano formativo degli studenti.

Diventa sempre più indispensabile, per essere competitivi sul piano lavorativo, sapersi presentare, saper proporre le proprie qualità. Per fare tutto ciò serve saper scrivere, curare la lingua per mostrare la propria preparazione al meglio sotto tutti i punti di vista.

Genitori e docenti sono chiamati a valutare l’ortografia, e la cura della grammatica, come parte incisiva nella valutazione dei giovani, pilastri del futuro per la nostra società.

Angelo Franchitto

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