SCUOLA E TECNOLOGIA: “Quale futuro?”

Testi elettronici e computer touch screen stanno diventando una realtà sempre più presente nella scuola e, tra poco, saranno un sicuro sostegno alla didattica. Non è facile pensare a una scuola senza più zaini e cartelli, senza registri o senza la lavagna nera, ma presto la realtà della scuola sarà virtuale.

In futuro la scuola perderà sempre più i suoi caratteri tradizionali. I vecchi sistemi di insegnamento stanno a poco a poco lasciando spazio a tecniche alternative, in cui l’alunno è sempre più attivo e protagonista della lezione.

Anche il concetto di studio sta cambiando. Infatti, da qualche anno, a scuola si studia sempre più informatica. Già da piccolissimi, i nostri bambini, giocano con piccoli computer che gli aiutano ad imparare lettere e parole.

A scuola, specialmente in Gran Bretagna, i libri di testo vengono sostituiti da Take lecture notes, ovvero, dei libri in formato digitale sui quali si può scrivere passandoci semplicemente sopra con la mano.

Questo tipo di approccio all’apprendimento della materia, nelle scuole anglosassoni, ha portato dei benefici a numerosi ragazzi che avevano difficoltà nello studio. Ma affinché si possano ottenere risultati lavorando in classe con questa modalità tecnologica, bisogna considerare una serie di aspetti:

  • Utilizzare un computer touch screen. Bisognerebbe fornire la scuola di computer provvisti di una tecnologia touch screen, in modo tale che tutti gli alunni abbiano la stessa possibilità di utilizzare il proprio libro elettronico.
  • Eliminare qualsiasi tipo di distrazione. Lavorando su un testo informatico dove è possibile manipolare il testo, collegarsi direttamente con internet ai diversi siti per avere maggiori informazioni e approfondimenti, si elimina l’utilizzo di quaderni e penne per gli appunti. Però tutto questo non riduce il rischio distrazioni: possibilità di viaggiare su siti internet diversi da quelli consigliati, utilizzare la casella di posta elettronica per l’invio di messaggi a compagni e amici, ecc.; rischi concreti che richiedono l’attenzione costante dell’insegnante in aula.
  • Semplificazione dello studio. Il fine di questo approccio tecnologico dovrebbe essere quello di rendere lo studio più semplice, aiutando gli studenti a creare delle mappe concettuali, e dei collegamenti direttamente sul testo, con l’aiuto dell’insegnante, creando collegamenti ipertestuali, paragrafi al margine, mettendo in evidenza le parti del testo più significative, ecc.
  • Preparazione alle verifiche. Il programma può prevedere una sorta di mini verifica, o di una esercitazione, al fine di aiutare lo studente a ricordare ciò che ha studiato, rivederlo al momento (se ha difficoltà a ricordare), utilizzare immagini, suoni e testi scritti per adeguarsi ai diversi stili di apprendimento.

La tecnologia inizia a venirci in soccorso. La scuola, infatti, in un’epoca in cui il mondo è sempre più globalizzato, dove le classi sono multietniche, e dove ogni insegnante ha il proprio metodo di insegnamento non adatto ai diversi stili di apprendimento dei ragazzi, allora può far ricorso alla tecnologia.

Sembra fantascienza, ma la scuola del domani è già qui. Ci vorrà ancora un po’ di tempo perché si realizzino tutte le condizioni favorevoli affinché le tecnologie che abbiamo prendano piede nella scuola a pieno e diventino fonte di formazione per le nuove generazioni, ma anche un valido sussidio didattico per gli insegnanti.

Angelo Franchitto

Segui KontroKultura su Instagram, clicca QUI!