La plastica che buttiamo dove va a finire?

Che fine fa la plastica che buttiamo? E’ una domanda che prima o poi tutti ci poniamo e allora ecco una piccola sintesi del ciclo dell a plastica che parte dal cassonetto e arriva a…

La plastica dalla spazzatura a nuova vita, è questo lo scopo della raccolta differenziata che facciamo, tutti i rifiuti e in questo caso parliamo di quelli di plastica, che noi buttiamo vengono portati dagli operatori della nettezza urbana nei centri di smistamento dove vengono selezionati, separati dalle impurità e suddivisi in base al loro colore al tipo di polimero, ossia le macromolecole di cui è composta la plastica.  Da tenere presente che dire plastica è come parlare di un mondo di materiali differenti, per questo sarebbe più corretto usare il termine “plastiche”, infatti dal petrolio si ottengono tanti polimeri differenti per composizione e quindi anche di diverso impatto sull’ambiente e di diversi usi di riciclo. Un altro concetto importante sulla plastica è che non tutta può essere riciclata, ma non c’è problema perché non viene buttata via bensì può essere inviata ai termovalorizzatori per essere trasformata in combustibili alternativi per la produzione di energia elettrica e termica. Dunque passiamo a conoscere il viaggio che la plastica dal momento in cui noi la buttiamo via. Quando arriva negli impianti di selezione abbiamo detto che viene suddivisa in base alle specifiche caratteristiche in lotti di plastica omogenea, vengono compressi in balle e successivamente venduta da Corepla (Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti di imballaggi in plastica) alle aziende che si occupano di riciclo, dove verranno poi sottoposti alle varie fasi di lavorazione a seconda dell’uso a cui sono destinati. Una volta giunti nelle varie aziende i lotti di plastica subiscono un processo di trasformazione, vengono dapprima puliti e poi tritati e macinati pronti ad essere usati come una nuova materia prima. Vediamo ora cosa si può ottenere riciclando la plastica. Lo sapevate che dalle bottiglie di acqua si possono ricavare i maglioni? Il polimero di cui sono composte è il Pet che trasformato è la base per produrre tessuti in poliestere. Pensate che circa la metà delle bottiglie in Pet in Italia viene riciclata e di ciascuna il 40% del materiale viene reccuperato e usato per creare altre bottiglie e per abiti e coperte in pile.

Dagli infissi in PVC si possono ottenere le recinzioni e tubazioni. La pellicola da cucina se riciclata si può trasformare in nuovi sacchetti mentre dal polistirolo, che è la base dei piatti, delle posate e dei bicchieri in plastica, viene riciclato in diversi modi, ad esempio si possono creare accessori per l’ufficio, giocattoli e vassoi. La plastica dei vasetti di yogurt è composta da polimeri molto resistenti e quindi vien destinata per creare oggetti utili nell’edilizia come scatole elettriche, canaline e tubi ma anche per creare nuovi flaconi, quindi lavate sempre bene i vasetti di yogurt prima di buttarli via così potranno essere riciclati! Quando la suddivisione dei vari rifiuti di plastica diventa troppo complessa e quindi costosa, si riciclano le varie materie plastiche insieme per creare gli arredi urbani come i dissuasori stradali e le panchine ad esempio.

riciclare plastica                                 plastica riciclo

Ma lo sapevate che con 13 bottiglie di plastica si fa una maglia da calcio? Ecco altre curiosità: 67 bottiglie possono essere trasformate in una trapunta, un innaffiatoio si ottiene da 11 flaconi di detersivo, con 20 bottiglie si fa una felpa in pile e una lampadina da 60 watt si tiene accese per un’ora grazie ad una bottiglia di plastica! Quindi cerchiamo sempre di porre molta attenzione alla raccolta differenziata perchè pochi minuti del nostro tempo servono a rispettare l’ambiente in cui viviamo.

 

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