Club House 80’s organizza un party in difesa di Moncler

Dove vanno i soldi l’oca si spiuma.

E notate bene cari amici tanto indignati con gli animalisti che difendono con ardore quelle che definite “solo delle oche”, che la Moncler ha dimostrato di conoscere bene anche i “suoi polli” italiani pronti a spendere cifre da capogiro per dei capi sui quali sono applicati rincari da far dedurre che le oche, nossignore, non sono le uniche ad essere spennate vive, anche gli italiani non scherzano. Dopo la difesa sicuramente disinteressata di Stefano Gabbana che da dietro la tastiera twittava cinguettii scandalizzati contro Report, c’è tutta una Milano dei ricchi che si schiera a favore della Moncler e del diritto di indossare piumini d’oca viva o morta chissenefrega, basta che nel privé facciano entrare solo me e non i poveracci.

“Pur condannando i metodi barbari con cui vengono spennate le oche, Club Haus trova ingiusto mettere in croce con falsi scoop un’azienda italiana che funziona”.

Beh siamo in Italia. In un paese in cui una nota azienda produttrice di pasta ha il permesso di pontificare sul ruolo della famiglia tradizionale condannando con annesse bufere, le unioni omosessuali, non possiamo che aspettarci che sia una discoteca come il Club House 80’s a schierarsi su tematiche ambientali e sociali, organizzando venerdì 7 una festa dal nome indicativo Animalier. Ci dispiace per lo oche ma non toccateci le marche sulle quali è fondato il nostro status sociale; mica vorrete che tutta quella clientela così devota all’apparenza estetica e alla frivolezza che riempie ogni weekend le nostre casse discotecare, si senta sotto accusa. Questo ci sembra il pensiero nemmeno troppo nascosto del Club House 80’s, che insieme a vip e stilisti, difende a spada tratta l’azienda di piumini d’oca alla faccia del conflitto di interessi.

Chiariamo subito una questione: sono tante le voci indignate che accusano Report di fare servizi faziosi un po’ da comunisti. Moncler pare avere già avviato un procedimento penale nei confronti della trasmissione di Rai 3 ma ci ha pensato la conduttrice Sabrina Giannini dalle pagine di Libero a rispondere alle accuse, dichiarando che l’azienda era stata contattata durante la realizzazione dell’inchiesta in modo da avere possibilità di controbattere ma che questa si era limitata a dare una breve risposta scritta senza fornire informazioni sulla quantità e l’origine delle piume. Chiariamo che la Moncler, in base a quanto affermato dalla Giannini, non avrebbe nemmeno risposto alle domande sul fatto se fosse dotata o meno di specifiche certificazioni legate al trattamento degli animali, tanto meno avrebbe fornito informazioni di una “filiera tracciata appositamente contro la spiumatura dal vivo”. Dall’azienda dunque, solo risposte sommarie.

Chiariamo poi una seconda questione, tutta animalista. E’ vero che tutti i piumini d’oca sono fatti di sofferenza più  meno crudele. Comunque la si metta, perché oggi, benché esistano migliaia di altre possibilità, l’uomo ancora si serve del manto di altri esseri viventi per sopravvivere all’inverno? Forse perché un collo di coniglio o un piumino da 700 euro fa più tendenza dei cappotti sintetici; forse perché con quelli Gabbana non sarebbe Gabbana così come tanti altri. Sofferenza di milioni di animali per dare ragione della differenza di classe; ricchi o aspiranti tali che difendono ricchi ancora più ricchi; aziende con un fatturato alle stelle che scappano dal Sud Italia lasciando a casa padri di famiglia, difese a suon di peppereppè e Champagne dalla crème della Milano da bere. Se ancora c’è qualcuno, come leggevo in un articolo proprio di Kontrokultura, che nota nei vegani una maggiore esposizione alla depressione, beh, mi pare che ci siano ragioni molto più ovvie di una presunta felicità donata da un piatto di porchetta.

Sicuramente gli avventori delle discoteche per bene, il cui unico pensiero è cosa mettersi il venerdì sera, hanno ben pochi motivi per deprimersi. I vegani e gli animalisti pensano alle oche scorticate per la vanità del privé dei balocchi, capite bene la differenza. E visto che comunque la figura dei misantropi i vegani la fanno lo stesso, non ho paura a dichiarare che per come la vedo io l’oca sanguinante della foto vale più di tutte le persone che parteciperanno al party Animalier di questa sera.

Buona festa.

 

Valentina Rubini – Le metamorfosi di K

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