Angelino Alfano vieta l’uso delle armi, caricate a salve, nelle fiction italiane

E così, ancora una volta, l’Italia mostra la sua follia mentre il mondo del web (e non solo) ride a crepapelle.

Sì, perché il ministro degli Interni, Angelino Alfano, ha stabilito che, a partire da mercoledì 5 novembre, non è più possibile usare armi caricate a salve per le serie tv e i film girati in Italia. Ridicoli? Arretrati? Assurdi? Assolutamente sì.

Quindi, in attesa di un ritorno alla ragione, non potranno più essere girate scene di sparatorie, non sarà possibile impugnare fucili o pistole, non potranno più essere utilizzati armi quali Beretta o Glock, Kalashnikov o M-16, Winchester o moschetti della Prima guerra mondiale.

Diciamoci pure la verità, solo in Italia una legge tanto ridicola poteva essere anche solo pensata. E l’ironia del web si fa sentire. Montalbano potrà finalmente arrestare i criminali impugnando un arancino; contro la criminalità, nelle fiction e nei film italiani, un fucile ad acqua mostrerà finalmente quanto sia stato sbagliato non averlo utilizzato prima. Perché si sa, sono le armi mostrate nelle serie tv ad istigare alla violenza…vero? Con un fucile ad acqua andrà tutto per il verso giusto, questa sì che è una grande idea.

E, a pagarne le spese, sono proprio le fiction italiane che si stanno girando in questi mesi, da “Suburra” a “Squadra antimafia Catturandi”, da “Il commissario Rex 8” a “Un passo dal cielo 3” e “Montalbano”. E se la situazione non cambierà, anche il nuovo 007 con Daniel Graig, da girare in parte in Italia, avrà non pochi problemi.

Ancora incredulo il mondo che ci circonda per quest’ultima novità, un qualcosa che in Gran Bretagna, negli Stati Uniti e in Germania è del tutto impensabile. Ma non qui, non nel nostro Paese. Non in un Paese dove si crede che il suo più grande problema sia legato alle armi caricate a salve utilizzate nelle fiction, e non la crisi nella quale viviamo, non i suicidi di piccoli imprenditori e lavoratori che non hanno modo di portare un piatto caldo a tavola, non questo tempo che porta con sé morti, feriti, distruzione del nostro patrimonio, di case e intere città. No! Il nostro problema sono le armi caricate a salve utilizzate per girare una scena televisiva o cinematografica. Risolto questo problema, tutto il resto andrà a posto da solo.

I ministri ai Beni culturali hanno cercato per anni di spostare l’attenzione di registri e produttori su un ritorno a vecchi western-spaghetti e “poliziotteschi”. Il successo delle serie televisive quali “Romanzo Criminale” e “Gomorra”, sembrava, inoltre, aver riportato in vita alcuni mestieri del cinema, tra i quali il reparto tecnico armi & effetti speciali. Ora, invece, tutto torna indietro, tutto ci riporta ad un mondo retrogrado, ignorante, stupido. E l’Italia si pone in cima alla piramide.

Al momento si è arrivati solo alla mera stesura, da parte dei competenti Dicasteri, di un testo contenente la proroga dei termini, ma fermo da un mese nel suo iter promulgativo. Risultato? Si bloccano le produzioni a meno che, ovviamente, non vogliano utilizzare armi giocattolo…o anche quelle potrebbero essere dannose?

Un comunicato di Anica e Apt, la Confindustria del settore audiovisivo, afferma:

Le perdite economico-produttive che ne deriveranno al settore si annunciano ingenti. Tutto ciò a causa della legge che regolamenta la detenzione e l’uso delle armi a uso scenico, ne stabilisce i requisiti tecnici e indica le procedure per il relativo riconoscimento, ma con norme tecnicamente opinabili, oggettivamente inapplicabili e per di più con termini di attuazione perentori giunti oggi a scadenza”.

E ora cosa succederà? Continueremo a renderci ridicoli agli occhi del mondo intero? O tornerà un po’ di buon senso in questi uomini che continuano a governarci? Abbiamo qualche dubbio in proposito. Per il momento, siate pronti a vedere una nuova fiction italiana con pistole e fucili ad acqua, armi giocattolo e poteri magici per combattere la criminalità.

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