Niccolò Bettarini, figlio di Simona e Stefano, denunciato dal suo avvocato

Il figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini denunciato.

Il figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini, Niccolò Bettarini, è stato denunciato dal suo ex avvocato Alessandra Calabrò. Quest’ultima lo ha assistito nel corso del processo a carico dei quattro giovani che il 1 luglio 2018 l’aggredirono al di fuori della nota discoteca di Milano Old Fashion.

Già in tale occasione ci furono degli episodi poco chiari che furono diffusi dal ragazzo sui suoi profili social. A distanza di un po’ di tempo, però, l’ex avvocato ha deciso di rompere definitivamente ogni contatto con il giovane e con la sua famiglia denunciando il figlio d’arte per diffamazione.

L’astio tra Niccolò Bettarini e il suo ex avvocato

Le diatribe tra Niccolò e il suo ex legale hanno radici ben consolidate. Tutto incominciò a partire dallo scorso marzo, quando il giudice, che aveva condannato uno degli aggressori a 9 anni di carcere, decise di ridurre la pena agli arresti domiciliari. In quella occasione, il ragazzo sbottò pesantemente non solo contro la persona che aveva preso questa decisione, ma anche contro il suo legale. Nel caso specifico, il figlio di Stefano Bettarini e Simona Ventura aveva accusato la donna di richiedere parcelle troppo costose.

Proprio per tale ragione, il ragazzo non pagò al suo legale tutti i compensi che le avrebbe dovuto. A quel punto, allora rimise il mandato. A distanza di mesi, però, la situazione si è complicata e Niccolò Bettarini è stato denunciato dal suo ex avvocato per diffamazione. La persona che si sta occupando del fascicolo in questione è il pm di Milano Elio Ramondini.

Il figlio di Stefano e Simona denunciato

Stando a quanto emerso, dunque, pare che Niccolò Bettarini sia stato denunciato perché avrebbe offeso il suo legale sui social sulla questione relativa alle parcelle. Per il momento, il fascicolo è ancora in fase preliminare. Bisognerà attendere se arriverà una citazione a giudizio.

Sua madre Simona Ventura, intanto, ha preferito mantenere il silenzio sulla vicenda nell’attesa che la questione si risolva. Stessa strategia ha adoperato anche papà Stefano. Nel frattempo, il 2 ottobre è incominciato il processo d’appello ai quattro aggressori del figlio d’arte, che in primo grado furono condannati a pene dai 5 ai 9 anni.