La Rai riduce La Vita in Diretta, Il Paradiso delle Signore prende il suo posto

Il Paradiso delle Signore

Cambio di programmazione per La vita in diretta

Da lunedì 14 ottobre 2019 La vita in diretta cambierà orario. In poche parole lo storico rotocalco televisivo di Rai Uno andrà in onda più tardi. Se da inizio settembre fino a venerdì scorso l’orario era 16 fino alle 18:50, ora da questa settimana prenderà il via dalle 16:50.

Per quale ragione? Il cambiamento di programmazione non è dovuto agli ascolti bassi, ma perché dal 14 riparte la nuova stagione di una popolare soap opera. Ma quindi i conduttori Lorella Cuccarini ed Alberto Matano avranno meno spazi da cui presentare. Andiamo vedere nel dettaglio cosa potrebbe accadere.

Lorella Cuccarini ed Alberto Matano danno spazio allo sceneggiato Il Paradiso delle Signore

Sembra proprio che lo spazio dedicato al salottino, quello delle 16, gli autori de La vita in diretta lo faranno fuori. A meno che decidano di farlo partire all’inizio del nuovo orario. Chi segue tutti i giorni Lorella Cuccarini ed Alberto Matano era già a conoscenza di questo cambio di programmazione, infatti già a settembre se ne era parlato in studio.

Quindi questo fa pensare che non c’entra nulla i dati Auditel poco soddisfacenti. La causa, se così la vigliamo chiamare, è il ritorno dello sceneggiato Il Paradiso delle Signore che verrà trasmesso tra Vieni da me di Caterina Balivo e La vita in diretta.

La vita in diretta: gli ascolti non vogliono decollare

C’è da dire, però, che gli ascolti della nuova edizione de La vita in diretta non sono per niente soddisfacenti. Infatti tutti i giorni viene battuta nettamente da Pomeriggio Cinque di Barbara D’Urso e dalla soap opera iberica Il Segreto di Puente Viejo.

Quindi non è servito quasi a nulla cambiare i conduttori, prima erano presenti Francesca Fialdini e Tiberio Timperi, visto che i risultati sono su per giù uguali alla passata stagione televisiva. A Lorella Cuccarini ed Alberto Matano, però, va il merito di aver aperto la trasmissione ad un pubblico più vasto, non in termini numerici ma in categorie e fasce.