Benji e Fede contro i talent: “Usiamo la nostra testa per non sparire”

Benji e Fede

Benji e Fede raccontano gli esordi e perché si sono rifiutati di partecipare ai talent

Che i fan festeggino. L’attesa del nuovo album di Benji e Fede finisce qui. Si chiama Good Vibes e apre, a detta loro, un nuovo capitolo. Contattati da TV Sorrisi e Canzoni, i cantanti raccontano come proceda la collaborazione, partendo da un fatto: in Italia sono sempre stati una rarità i musicisti in duo.

Esserlo – spiega Federico – è stata una scelta coraggiosa. Sono due personalità piuttosto forti ma sin dall’inizio si sono completati. Lui cantava, Benjamin, parecchio creativo, suonava e componeva allo stesso tempo: gli dava la concretezza che non avrebbe mai avuto. E tutto ciò è finito per rispecchiarsi nella comunicazione veicolata: due ragazzi che rincorrono un sogno e da un quinquennio a questa parte hanno dato speranza a tanti ragazzini. Anche grazie al libro di Benji e Fede, Vietato Smettere di Sognare.

Costituire un duo è stato fondamentale per darsi sostegno nei momenti “no”. Benjamin spiega che le dinamiche sono simili a quelle di un gruppo. Sono molto amici pure nella vita privata. Finiscono di lavorare e prendono una birra insieme. Un rapporto su basi quotidiane. Si vedono ogni giorno, compreso lontano dal lavoro, in quanto amici. L’amicizia è il collante, puntualizza Fede, sennò non avrebbero retto.

Modena, città che ispira

Nonostante vengano da Modena, patria di illustri artisti, Benji e Fede non hanno mai avvertito queste pressioni perché – spiega Benji – quando sei giovane hai quell’incoscienza che serve a buttarti pure se non sei pronto. Tuttavia, nella città emiliana si percepisce una magia e non crede sia un caso che tanti artisti arrivino da lì.

Fede aggiunge che è una realtà bella da frequentare ancora, perché continua a dare l’ispirazione. Così facendo non si rende superficiale ciò che si è e che si vuole esprimere. Gli inizi avvennero nei ristoranti, eseguivano i stessi brani caricati su YouTube. Ed aggiungevano cover di Ed Sheeran, Imagine Dragons, Passenger, nonché qualche pezzo in italiano. Dai talent si sono sempre tenuti alla larga:

“Non abbiamo mai voluto farli”

Ammettono. Hanno cercato di usare la loro testa.

Benji e Fede: oltre ogni immaginazione

Già il pensiero di infilarsi le tute non lo sentivano loro, con tutto il rispetto per chi lo fa. Volevano avere la libertà creativa di svegliarsi la mattina e incidere una canzone anche se non l’ascoltava nessuno. Perché se il muro è costruito mattone dopo mattone risulta meno scalfibile.

Infine, sul rapporto con il successo Benji spiega di essersi solo fatto un’idea di come fosse suonare su un palco davanti a 10mila persone: un sogno. Ma quando lo vivi ti accorgi che è ancora meglio. Sapevano però – indica Fede – che ci volevano molti sacrifici. Chi non fa questo mestiere non lo sa, ma dietro tre minuti di canzone ci sono 300 ore di lavoro.

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