Riccardo Marcuzzo, Francesco Facchinetti lo ha plagiato? La replica

Riccardo Marcuzzo solleva da ogni colpa Francesco Facchinetti per la strategia marketing

Riccardo Marcuzzo, in arte Riki, è tornato sulle scene musicali con il nuovo singolo Gossip, annunciato in modo assurdo, per ottenere forte visibilità mediatica, che, dati alla mano, non ha ripagato nelle classifiche commerciali. Difatti, il pezzo al debutto non è manco entrato nella top 100 della classifica FIMI, una delusione probabilmente impensabile.

Gli utenti hanno così fatto partire una caccia alle streghe, infuriati con Francesco Facchinetti, il manager dell’ex amico di Maria De Filippi, marchiato come unico responsabile della strategia di marketing. Ma l’artista, contattato da Il Messaggero, ha provveduto ad assumersi appieno l’intera responsabilità. “Sono un ragazzo pensante”, esordisce Riccardo Marcuzzo.

Stufo dell’immagine prevalente sulla musica

Era stufo che l’idea fatta sul suo conto prevalesse la valutazione della sua musica. Che la sua immagine precede i suoi brani. Lui desidera cantare, e ora è un’altra persona rispetto a quello visto durante Amici, pertanto intendeva resettare, e, contemporaneamente, lanciare messaggi provocatori.

La metamorfosi? Ci rifletteva già su Riccardo Marcuzzo dopo Amici, tuttavia se l’avesse fatto a quei tempi avrebbe peccato in credibilità. Già adesso sostengono sia manipolato, ma da almeno due anni ci riflette sopra, ha due antennine continuamente accese e si pone mille interrogativi.

Così gli è saltato in mente di ricominciare a capitoli: prima ha rimosso qualsiasi cosa da Instagram, dopodiché ha fatto apparire un sosia e, successivamente, ha pubblicato una finta cover e un finto pezzo, per suscitare reazioni.

Riccardo Marcuzzo non ammette l’omofobia

L’idea è totalmente venuta a Riccardo Marcuzzo: ha studiato design e si occupa ancora di tutto quanto attiene alla grafica, dalla fake cover con Valentina Nappi al poster, i caratteri da utilizzare nelle scritte. Non appena ha stabilito tale operazione ne ha discusso direttamente con il suo manager Francesco Facchinetti e Matteo Maffucci, che gli hanno dato una mano a metterla in pratica.

L’iniziativa lanciata prevedeva di scrivere, modificare e scarabocchiare il suo poster, anche attraverso lo smartphone. Gli hanno scritto di tutto, ma certi commenti non vanno catalogati alla voce insulti, né possono ancora esserlo nel 2019.

Ad esempio, “froc**” non costituisce un insulto: lo urla forte e chiaro. Ma sui poster le ammiratrici hanno scritto pure messaggi d’amore. E poi, a sorpresa, le persone disegnava oppure on line, con gli smartphone, stupendo. Adesso vorrebbe realizzare cartoline da vendere e devolvere il ricavato ad associazioni anti-bullismo.

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Manuel Magarini: Per info & collaborazioni: manuel.magarini@gmail.com